Canto del Fiore

 Poesia ritrovata, uscita da un libro, con un fiore, e una lettera di compianto, un dono: 1917.
Parole di sogni: Aprile, Firenze, Parigi, Abbandono, Morte, e Viaggio
Richiami di un passato, evento sincronistico
che si infrange sul tuo corpo e ti pervade di luce abbagliante:
soluzioni!
(altri occhi l’hanno letta e capita ed ora da me copiata e donata)
Sotto il bel cielo d’Aprile
Che allieta Firenze Gentile
l’April in Fior
parlò d’amor
e Mario e Lidia univa.
Egli vendeva statuette
Ed ella vendeva violette,
felici i dì,
vivean così
assortiti in un sogno gentil
L’anni poveri, e ver
dicevan talor
ma ciò che val
se c’è l’amor?!
Biondina,
Piccina,
Carina
via ti stringi a me
Mio fiore
mio amore
mio ardore
io non ho che te
Lidiuccia mia gaia fioraia
dammi un po d’amor
la reginetta tu sei del mio cuore
Baciami Baciami ancor
Stanca di baci e carezze,
un giorno anelò le ricchezze
Lidia perciò
più non tornò
lassù nella soffitta.
Mario l’attese, poi pianse
e il sogno d’amore, si infranse,
le sue statuette
e le violette
con sprezzo e furor calpestò,
finchè s’ammalò
e ancor l’invocò
nel suo soffrir
nel suo dolor
Biondina ecc.
Lenti passarono gli anni,
ed ei per guarire gli affanni
lungi emigrò
per il mondo andò
Finchè a Parigi giunse.
Sul boulevards ci sostava
le belle statuette allineava,
e un dì passò
e sussultò,
una donna in landreau.
Oh Mario  mio amor 
la donna esclamò
ci si voltò
si scolorò
Biondina piccina
carina via ti strinsi a me
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