Ceramiche Art Deco – Le figure femminili


Art Deco

Settembre – Spitalfields Market – Londra
Statuina con coppia di figure femminili, provenienti da un bordello tedesco degli anni 20\30
del secolo scorso.
Manca il parasole, ma non l’eleganza formale e cromatica
di queste due splendide e delicate dame dal gusto deco.
sedute e raccolte in un tenero momento di intimità.
Altro raro esempio di stile Belle Epoque, a sottolineare quanto l’influenza dello stile 
dell’Art Nouveau e di tutte le sue interpretazioni nei luoghi e nel tempo
abbiano influenzato questo periodo in tutte le dimensioni delle arti applicate.
Gusto ed Estetica, ricercatezza, stile, leggerezza, armonia e delicatezza.
Link:
Ceramiche Art Deco link:
Video Femmine Folli e Polvere d’acciaio – Istituto Luce
http://webtv.cubovision.it/video/intrattenimento/cinecitta_luce/doc/dv-50227631.html
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Jugen n.28 1902


Jugend, voce nel neonato movimento estetico e letterario dello Jugendstil.
“Jugend” (1896-1922)
Periodo fondato da Georg Hirth nel 1886

Collezione Personale

Maggiori dettagli e approfondimenti nei seguenti link:
Sul mobile all’interno del periodo dell’Art Nouveau in tutte le sue varianti 
culturali ed espressive dei vari stati:

Ars et Labor – Aprile 1907


ARS ET LABOR

Splendida copertina con illustrazione Liberty di Malerba
GIAN EMILIO MALERBA
(Milano 1880 – 1926)
Frequentò l’Accademia di Brera come allievo di Giuseppe Mentessi e Cesare Tallone. A Brera fu spinto dal padre che faceva l’antiquario e che apprezzò le sue innate doti artistiche.
Fu noto più come pittore che come cartellonista e in questa attività non raggiunse livelli elevati di innovazione iconografica per la sua irrisolta propensione pittorica, che gli fece raggiungere solo raramente una efficace e sintetica carica comunicativa. Si accostò a Dudovich prendendolo ad esempio, e realizzò alcuni frontespizi illustrativi senza mordente e senza carisma comunicativo.
Come già accennato nella produzione di Villa, nei cartelloni di Malerba coesistono, talvolta fastidiosamente, restaggi realistici e chiaroscurali insieme a semplificazioni grafiche come ad esempio nei suoi manifesti per le biciclette Stucchi del 1902/03. Sempre per biciclette realizzò manifesti per la Marca Milano che risente del’austera iconografia e dell’esempio della cartamoneta, come è stato osservato da L.Scardino (Due Ruote, Cento Manifesti, 1985). Annoveriamo anche altri suoi manifesti noti quali “Birra San Marco – Venezia” , “Zolfi Poggi & Astengo”, “Il Nuovo Giornale”, “Circuit Aèrien” , “Amaro Felsina Ramazzotti”, “Adler Cycles – Ivrea”.
Ideò e Strutturò inoltre tre manifesti per Mele fra cui tutti ricorderanno quello raffigurante due nobildonne con un levriero e che lo distingueranno dalle sue consuete produzioni semplici e poco innovative.
Nel 1922 fu uno dei fondatori del gruppo Novecento, appoggiato da Margherita Sarfatti, ed in tale cerchia novecentista si esprimerà come mediocre pittore. I suoi dipinti verranno ricordati per le rappresentazioni di ambienti borghesi con moderni tagli fotografici ed un linguaggio iperrealista. Gli stampatori che lo accreditarono furono Ricordi, Chappuis, Armanino, Valcarenghi e la Tipografia Anonima Affissioni.
ARS ET LABOR
Rivista mensile Illustrata di Giulio Ricordi inaugura nel 1906, in occasione dell’Esposizione internazionale del Sempione
Per maggiori informazioni e riferimenti visitate il sito:
Collezione Personale