Palazzo Franchetti – Kengo Kuma – Biennale di Architettura 2023 – Venezia

ALLESTIMENTO ESSENZIALE PER “KENGO KUMA– ONOMATOPOEIA ARCHITECTURE”, LA MOSTRA CHE A VENEZIA ACP – PALAZZO FRANCHETTI DEDICA AL PROGETTISTA GIAPPONESE. LA RETROSPETTIVA FU LUCE SUL CONCETTO DI “ARCHITETTURA ONOMATOPEICA”, CUORE DELLA VISIONE DEL MAESTRO GIAPPONESE
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Kenzo Kuma
Sono tredici le onomatopee che, con tanto di tabelle esplicative e ideogrammi, accompagnano il percorso tra i più recenti progetti dell’architetto e le due sculture-architetture appositamente realizzate per la rassegna: L’albero della barca, una maestosa onda in castagno, omaggio al legno che sostiene Venezia, e Laguna, installazione polimorfa che mette in relazione pubblico, terra e cielo nell’elegante giardino su Canal Grande. Qualche esempio di onomatopea? “Para-Para” – Pieno/Vuoto, ovvero la dimensione dove la percezione non è mai solida, ma un insieme di particelle che compongono una forma in alternanza di pieni e vuoti. Viene evocata nello Yusuhara Wooden Bridge Museum (2011), dove piccole sezioni di legno 180×300 si uniscono creando un ponte leggero, arioso, la cui luce strutturale proviene proprio dagli interstizi. E ancora, “Zara-Zara” – Grezzo/Percezione, riporta invece alla centralità delle caratteristiche fisiche dei materiali. Questa si riflette negli Archivi Antoni Clavè a Parigi (2017), che sono allestiti con una lamiera in alluminio stirata e trattata in un bagno di carta washi; una sensazione di imperfezione per ritrovare naturalezza, warmness, come direbbe l’architetto. E come questi tanti altri sono i suoni che danno forma alle intenzioni di Kengo Kuma
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