Cartoline Ritrattistiche Femminili 1857-1900


Cartoline Ritrattistiche Femminili 1857-1900

Collezionismo cartoliner itrattistiche femminili
www.tarabaralla.net

Vedi per un approfondimento:

Il lungo Ottocento e le sue immagini

Il lungo Ottocento

Cartoline di Studi fotografici di Bologna, Cremona, Fondo Alinari e Bernheim Wormser

vedi: Bernheim Wormser

Ritratto Alinari, Figura Femminile 1950-1900

vedi:Ritratto Alinari

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Discorso sulla poesia, Tutte le poesie


#Quasimodo

@kolonistuga

Nel 1959 Salvatore Quasimodo (Modica 1901 – Amalfi 1968) vince il premio Nobel per la letteratura. Il giorno in cui ne riceve la comunicazione una troupe televisiva lo accompagna in diversi momenti. Il giornalista sottolinea l’atteggiamento imperturbabile mantenuto dal poeta di origine siciliana anche in questa solenne occasione: la sua sobrietà richiama la misura classica dei suoi versi. Le telecamere seguono Quasimodo al conservatorio dove insegna, il Giuseppe Verdi di Milano, sua città d’adozione, poi nel suo appartamento di Corso Garibaldi, dove il poeta legge la sua Lettera alla madre e risponde ad alcune domande sulle ragioni dell’attribuzione del Nobel. Immagini della spiaggia di Roccalumera mostrano uno dei luoghi più cari al poeta da giovane.

Mario Luzi, “Viaggio d’Addio” da Trame, Rizzoli, Milano 1982


Mario Luzi, “Viaggio d’Addio” da Trame, Rizzoli, Milano 1982

Né al passato, né all’avvenire. A noi due come siamo.”

http://www.raiscuola.rai.it/embed/mario-luzi-si-racconta/6338/default.aspx

LA CARNE, LA MORTE E IL DIAVOLO


  di Mario Praz

«L’epiteto romantico e l’antitesi classico-romantico sono approssimazioni da lungo tempo entrate nell’uso. Il filosofo le mette solennemente alla porta esorcizzandole con logica che non erra, ed esse rientrano chete chete per la finestra, e son sempre lì tra i piedi, elusive, assillanti, indispensabili.» Comincia così la monografia comparatistica di Praz, e subito segue l’osservazione che critica letteraria presuppone storia della cultura: «storia della cultura d’un ambiente e storia della cultura d’un individuo».

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DAL MIO TUMBRL:

“Quando entra in scena egli appare come un uomo d’ignota origine, ma sospettato di alti natali e di decaduta fortuna. Severa riservatezza, impenetrabile silenzio, amor della solitudine e frequenti penitenze erano interpretati da alcuni come l’effetto di sventure che affliggevano uno spirito altero e disordinato, da altri come la conseguenza di qualche orribile delitto che riempiva di rimorso una coscienza turbata.” Che passaggio di un incanto sublime, uno specchio, per me…@simonarinaldi-tarabaralla

PONTI di Ivo Andric, da “Niente è più sacro e utile dei ponti, vertebre di pietra, in l’Unità del 18 novembre 1993 (traduzione di Dunja Badnjevic)


COATESA SUL LARIO ... e dintorni

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Di tutto ciò che l’uomo, spinto dal suo istinto vitale, costruisce ed erige, nulla è più bello e più prezioso per me dei ponti. I ponti sono più importanti delle case, più sacri perché più utili dei templi. Appartengono a tutti e sono uguali per tutti, sempre costruiti sensatamente nel punto in cui si incrocia la maggior parte delle necessità umane, più duraturi di tutte le altre costruzioni, mai asserviti al segreto o al malvagio.

I grandi ponti di pietra, grigi ed erosi dal vento e dalle piogge, spesso sgretolati nei loro angoli acuminati, testimoni delle epoche passate, in cui si viveva, si pensava e si costruiva in modo differente: nelle loro giunture e nelle loro invisibili fessure cresce l’erba sottile e gli uccelli fanno il nido.
I sottili ponti di ferro, tesi come filo da una sponda all’altra, che vibrano ed echeggiano con ogni treno che li percorre…

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