DISTOGLIERE LO SGUARDO


DISTOGLIERE LO SGUARDO 

Una delle circostanze più spiacevoli ed umilianti che possono travolgere il genere umano e l’individuo tutto, nella sua integrità di persona è quella di incolpare l’altro da sé, il qualcuno d’altro, della propria incapacità di scelta! Non impossibilità, ma incapacità di sapersi semplicemente…spostare…Distogliere lo sguardo, e quando si sa fare, poi, si ha sempre un sorriso luminoso e contagioso!

@kolonistuga

vedi:

JAMES HILLMAN, IL SENSO DELLA VITA


James Hillman, intervista di Silvia Ronchey (completa)

“In quel giardino io ero nella Psiche, mi accorgevo che tutto era psicologia intorno a me, tutto parlava psicologicamente. Il mondo è come un giardino in quanto si manifesta; è un mondo di cose come alberi, sentieri, ponti; è anche un mondo di intuizioni, di metafore, di insegnamenti – a disposizione di ogni anima che passa – dati con la facilità dei riflessi sul lago: il giardino rende più intellegibile e più bella l’interiorità dell’anima.”

(James Hillman)

Rumer, Into Colour


Rumer – Into Colour (Album Trailer): http://youtu.be/p2Zsdc_ywns


http://www.simonarinaldi-kolonistuga.it/post/86330878944/fili-derba-odorose-infestanti

Provo una soddisfazione liberatoria e curativa allo stesso tempo, nell’estirpare con le mani le infestanti dal giardino….foglia larga e stretta, foglie di magnolia, rametti secchi, segni, dai viaggi delle tortore. Una specie di pellegrinaggio, china a terra, e penso: finiranno queste maledette!? Poi guardo l’estensione del prato e non posso che rendermi conto della pia illusione. Mentre strappo penso di stare togliendo le questioni annose della vita, quelle che poprio non sembrano volersene andare. Tiro più forte e mi rimangono fili in mano, oppure mi sbilancio e cado all’indietro. Allora rido e mi dico: e vabbè, però un po’; ti ho tolto maledetta!;e vedo visi sbiaditi di ricordi amari; poi all’improvviso il leggero fastidio che mi si era stampato sui tratti del viso, (ricordo e beffa), si trasforma in piacere, che mi socchiude gli occhi. Vedo che la mano sporca è pervasa da un profumo di erba dai sentori del sogno…e allora…. Rimango immobile un istante eterno perchè ho appena capito di avere scoperto un tesoro! @kolonistuga

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GIO PONTI “OGGETTI MISTERIOSI”


Mostre: gli “Oggetti Misteriosi” di Gio Ponti alla Porta di Milano dell’aeroporto di Milano Malpensa http://www.tafter.it/2014/10/30/mostre-gli-oggetti-misteriosi-di-gio-ponti-alla-porta-di-milano-dellaeroporto-di-milano-malpensa/

ROSA ANTICA, LA NONNA MARIA


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#Rosa antica, piantata nel #1946, talea di una pianta di inizio ‘900. Ciao #nonna Maria, sento il tuo odore.

La Vita - Album di Famiglia - 1946
NONNA MARIA –  Anni ’40

JORGE LUIS BORGES: L`INFANZIA E GLI INIZI


JORGE LUIS BORGES: L`INFANZIA E GLI INIZI

Jorge Luis Borges (Buenos Aires, 1899 – Ginevra, 1986) e Leonor, sua madre, ricordano il periodo dell`infanzia dello scrittore, il primo racconto, La víscera fatal, scritto all’età di sette anni, la passione per la lettura e i lunghi viaggi intrapresi inseguendo i vari incarichi universitari, quando l’incipiente cecità già gli imponeva un’assistenza continua.
Il poeta di Fervore di Buenos Aires (1923) e di Luna di fronte (1925) parla della lettura come esperienza viva, che lo libera dal grigiore della vita e dall’oscurità che lo tormenta. Anche il racconto fantastico è un’alternativa alla realtà, è il privilegio dello scrittore di poter confondere il limite effettivo tra ciò che è vero e ciò che non lo è, inducendo il lettore a pensare che questo gioco della fantasia appartenga a chi lo ha concepito.
La capacità di trasformare il suo male in forza espressiva e in metafora letteraria permette a Borges di pubblicare opere di grande successo, che si concentrano spesso sulla finzione, sull’invenzione di trame solo apparentemente corrispondenti all’esperienza vissuta, quali la biografia inventata in Evaristo Carrigo (1930) e l’enciclopedia sognata del romanzo Finzioni (1944).