Il Silenzio


“Il silenzio è un linguaggio da custodire,.. per non accedere alla aggressività.”
Per me, l’unica battaglia, gli unici conflitti, che sono degni
di essere combatutti e vinti, sono quelli contro la deriva di noi stessi,
della nostra mente e del nostro corpo: l’unico vero terreno di battaglia!
Contro i fantasmi, demoni e ombre,
spingendosi sempre più addentro, negli inferi della nostra Patmos,
isolandoci, nel silenzio
alla ricerca della nostra umanità!

San’a


CITTA’ E CRISI GLOBALE


La civiltà dell’Empatia


La nostra spinta primaria è mostrare la nostra empatia,
la nostra esperienza di condivisione.

La Carta e il Tempo


Sono sommersa, circondata e avvolta dalla carta…ovunque! Libri antichi, romanzi, saggi, monografie, riviste, fotocopie, documenti storici, frammenti, inserti, giornali, fotografie..trent’anni di collezioni, di studio, di passione, di ricerca, di eternità…come fare a mettere ordine per ritrovarsi?…ma tutto sommato parlano di me, della mia molteplicità….innumerevoli frammenti di un esistenza complessa, pensare che ci sono persone che passano la vita ad etichettare….con me hanno poca speranza di riuscita! Olè!

Francisco Goya – I Capricci






Composta da 80 tavole (acqueforti e acquetinte) di grande formato, viene realizzata nel 1799. Il termine ’capricci’ indica quei pensieri stravaganti che danno origine a raffigurazioni di fantasia, e che risente di un’influenza italiana (gran parte del 1770 lo passerà a Roma), a sottolineare il continuo interscambio culturale che Goya ebbe con l’Italia.

Realizzati negli anni immediatamente precedenti la pubblicazione, prendono spunto principalmente dalla satira, dal realismo picaresco e dal caricaturismo del Settecento, di cui è superato soltanto apparentemente il moralismo. Il grande tema che li accomuna, infatti, è la critica degli errori e dei vizi umani. Proprio per questo, oltre a quello satirico, essi hanno significato politico: il periodo, infatti, è quello del passaggio dalla Spagna dell’assolutismo e dell’inquisizione a quella, per la verità ancora in cantiere, delle idee liberali e progressiste. Non a caso, le tavole, pubblicizzate all’epoca come “soggetti bizzarri” oppure “di carattere immaginario”, nonostante tutto ciò fecero incorrere il maestro nelle ire dei potenti spagnoli, costringendolo a ritirare gli album.
Il ciclo dei Capricci consta di tre sequenze, che riprendono altrettanti temi caratteristici e caratterizzanti dell’opera di Goya. La prima, dalla 2ª alla 36ª tavola (la prima è dedicata a un autoritratto dell’artista), rappresenta una critica molto amara dei rapporti privati, dei sentimenti personali e dell’umana virtù: ecco così toccare la facilità dell’amore, la frivolezza delle donne in cerca di matrimonio, la cattiva educazione dei bambini, il contrabbando, la stregoneria e altri peccati. 
La seconda, composta da sole sei tavole dalla 37ª alla 42ª, è quella in cui l’artista affronta maggiormente di petto il tema politico: il tutto prende spunto dalla satira dell’operato di Godoy, diventato in pratica dittatore della Spagna col benestare della regina Maria Luisa e rappresentato da un grande asino. Ecco, così, il somaro fare da maestro a colui che sarà un altro somaro, poi osservare un albero genealogico composto interamente da somari e infine essere dipinto da un pittore (e non a caso Goya era stato anche il pittore del re) esattamente come un somaro.




La terza e ultima sequenza, dalla 43ª all’80ª tavola, torna sui temi dell’ignoranza, della superstizione politica e religiosa, di un’arretratezza ancora radicata nel Medioevo che soprattutto la Spagna, in quel periodo, stentava a superare: ecco l’autore ritrarre i tentativi maldestri, le cattive abitudini, la superficialità del suo popolo a quei tempi, camminando sul sottile filo dell’allegoria. Tra gli obiettivi neanche troppo nascosti c’è il clero, che farà una dura battaglia alle sue opere. Nei Capricci si inizia a intravedere quello che sarà il Goya dell’ultimissimo periodo. Pitture in cui, insieme all’allegoria e alla critica dell’esistente, emerge compiutamente l’intento visionario che sarà caratteristica peculiare di Goya, insieme al sapiente utilizzo del chiaroscuro,


Per maggiori dettagli:

Viaggio Lungo la Valle del Po


“nella mia vita non mi sono mai contraddetto per la semplice ragione che su
qualsiasi cosa ho sempre avuto due opinioni: la mia e il suo contrario”
Mario Soldati
Salamina da Sugo
La salamina da Sugo, vera regina della tavola dei ferraresi, è un insaccato di carni povere del maiale quali capocollo, guanciale, pancetta, lingua, fegato,sunia, sapientemente dosati in parti dovute, aromi naturali, vino corposo ma giovane. Il tutto, lungamente mescolato insieme ad amalgamarsi per bene fino all’insaccamento nella vescica del maiale, accuratamente pulita e lavata in acqua tiepida, aceto e vino. Chiusa legandola molto bene in cima, viene poi legata a spicchi di 6/8/10/12. Dopo la sgocciolatura di una notte, viene messa a stagionare minimo per 8 mesi, ma se uno vuole assaggiare una vera salamina da sugo deve “penare” almeno sino al decimo mese di stagionatura.
Cottura e consumo
Per vedere se la salamina da sugo non ha anomalie bisogna “piombarla” in un recipiente d’acqua; se il prodotto è sano, questo va a fondo, se il prodotto rimane a galla, ha dei problemi. Questa verifica è molto importante. Constatata la validità del prodotto, bisogna lasciare la salamina da sugo a bagno per 8/10 ore, dopo di chè la si spazzola delicatamente dalle impurità sotto l’acqua. Avvolta in un canovaccio la si appende diritta legata a un bastoncino di traverso ad una pentola capiente pieno d’acqua e la si lascia bollire delicatamente dalle 4 o 7 ore a seconda della tipicità della salamina. Al giorno d’oggi molti usano il più pratico sacchetto di cottura per alimenti.
Una volta cotta la si posizione su un apposito piatto rotondo con la propria sede al centro. a si scoperchia in cima. Subito vi accorgerete di un odore intenso e fragrante che solo la salamina da sugo può regalare. Viene servita con un purè di patate, il tutto molto caldo.
La salamina da sugo la si può mangiare anche cruda con fichi o melone, cotta affettata e fredda.
Madonna Boschi e la Salamina da Sugo
Madonna Boschi e’ un piccolo paese di 300 anime posto fra i comuni di Poggio Renatico e Vigarano Mainarda nella provincia di Ferrara, in Emilia Romagna. E’ ricordato soprattutto la produzione della Salamina da Sugo, di cui si trova un monumento alle porte del paese. Molte le manifestazioni organizzate annualmente dalla locale Pro Loco, tra cui:
– la Sagra della Fiera delle Galantine a luglio, ultime due settimane;
– la “Sagra della Salamina da Sugo al Cucchiaio” a settembre, ultime tre settimane, vera e propria kermesse del gusto dedicato alla Salamina da Sugo.
La Pro Loco di Madonna Boschi della Salamina da Sugo produce in proprio la salamina da sugo in ambienti idonei rispettando le norme vigenti e le tradizioni.