Gotan Project


Tom Waits Cover


Nel giardino di Epitteto


Prima dì a te stesso cosa vorresti essere:
poi fai ciò che devi fare.
Epitteto

J. Millais, Ofelia


” Il piacere di vedere questi frutti e la frescura prodotta da questi alberi frondosi sono”

disse il Maestro
altrettante sollecitazioni della natura ad abbandonarsi alle migliori delizie 
di un pensiero sereno.
Non c’è ora più adatta alla meditazione sulla vita, per inutile che sia,
di questa in cui, sebbene il sole non volga ancora al tramonto, il pomeriggio perde
già il calore del giorno e pare si levi una brezza dai campi che si rinfrescano.
“Sono molti i problemi che ci occupano e tanto il tempo che abbiamo perso per
scoprire che non possiamo risolverli. Metterli da parte, come chi passa senza voler vedere,
sarebbe stato molto per l’uomo e poco per Dio; affidarvisi, fino ad esserne dominati,
sarebbe stato vendere ciò che non possediamo.
“Riposate con me all’ombra degli alberi verdi, su cui non pesa altro pensiero che il seccarsi
delle foglie quando viene l’autunno o il molteplice distendersi di irte dita verso il cielo
dell’inverno che va. Riposate con me e meditate quanto sia inutile lo sforzo, 
estranea la volontà.
Riflettete anche come una vita che non vuole niente non possa pesare sul corso degli eventi,
perchè non può ottenere tutto.
E ottenere meno che tutto non è degno delle anime che aspirano alla verità.
“Vale di più, figlioli, l’ombra di un albero che la conoscenza della verità, perché
l’ombra dell’albero è vera finché dura, mentre la conoscenza della verità è di per sé falsa.
Vale di più, per una giusta comprensione, il verde delle foglie che non un grande pensiero,
perché il verde delle foglie potete mostrarlo agli altri, ma mai potrete mostrare agli altri un grande pensiero.
Nasciamo senza saper parlare e moriamo senza aver saputo dire. La nostra vita trascorre
fra il silenzio di chi tace e il silenzio di chi non è stato compreso, e intorno a tutto ciò,
come un’ape in un luogo senza fiori, aleggia sconosciuto un inutile destino.
[PI, 429]
Nel giardino di Epitteto pag. 50 – Pagine Esoteriche – Fernando Pessoa

Alberto Caraco "Breviario del Caos" Adelphi


Alberto Caraco “Breviario del Caos” Adelphi 

“Gli uomini sono al tempo stesso liberi e legati, più liberi di quanto non desiderino, più legati di quanto non avvertano, giacché la massa dei mortali è fatta di sonnambuli, e all’ordine non conviene mai che escano dal sonno, perchè diventerebbero ingovernabili. 
L’ordine non è amico degli uomini, esso si limita a tiranneggiarli, di rado a incivilirli, ancor più di rado a umanizzarli. Poichè l’ordine non è infallibile, spetta alla guerra riparare un giorno ai suoi errori, e poichè l’ordine continua a moltiplicarsi, noi andiamo verso la guerra, la guerra e il futuro sembrano inscindibili. Questa è l’unica certezza: la morte è, in definitiva, il senso di ogni cosa, e l’uomo è una cosa difronte alla morte, i popoli lo sanno anch’essi, la Storia è una passione e le sue vittime una moltitudine, il mondo che la abitano è l’Inferno temperato dal nulla, dove l’uomo, che rifiuta di conoscere se stesso, preferisce immolarsi come le specie animali troppo numerose, immolarsi come gli sciami di cavallette e gli eserciti di ratti, pensando che sia più sublime perire, perire innumerevoli, piuttosto che ripensare finalmente il mondo che egli abita.” pag.13

I Dioscuri – De Chirico


Passepartout 21022010 L’Accademia dei Lincei


Questa puntata di Passepartout è dedicata all’Accademia dei Lincei, la prima accademia scientifica d’Europa, fondata nel 1603 dallo scienziato e naturalista Federico Cesi con tre suoi amici. Dopo l’ingresso di Galileo Galilei nel 1611, l’Accademia svolse una funzione importantissima nel dibattito scientifico di quegli anni e di quelli successivi. Tuttora ricopre un ruolo fondamentale nella vita intellettuale italiana e non solo. Philippe Daverio ne parla con l’attuale presidente prof. Lamberto Maffei.
Dopo un lungo peregrinare per varie sedi, con l’Unità d’Italia l’Accademia trovò una sua collocazione stabile, sempre a Roma, ma in un’area della città molto importante. Durante il periodo rinascimentale questa zona era al centro di profonde opere di riassetto urbanistico, come la costruzione di Ponte Sisto. Sulle due sponde del Tevere gravitavano le due arterie che scorrevano parallele lungo il fiume: via Giulia e via della Lungara. Su via della Lungara, un nipote di Sisto IV, Raffaele Riario si regalò una sorta di villa di campagna che sorgeva accanto ad un altra nuova costruzione, Villa Farnesina di Agostino Chigi. Proprio in questi due prestigiosi edifici si collocano le attività dell’Accademia dei Lincei.
Si comincia da Palazzo Riario, divenuto in seguito Palazzo Corsini dopo una rielaborazione settecentesca da parte dell’architetto Ferdinando Fuga operata sull’impianto originale rinascimentale. L’intervento del Fuga è ben visibile nelle sale del primo piano che ospitano la Biblioteca dell’Accademia, un’eredità della Biblioteca Corsiniana fondata dal cardinale Neri Corsini nel 1754 e donata poi allo stato italiano nel 1883. Il secondo piano è costituito da un’infilata di magnifiche sale dove si svolge gran parte dell’attività dell’Accademia.
Si passa poi a Villa Farnesina, attualmente sede di rappresentanza dell’Accademia, realizzata da Baldassarre Peruzzi per conto del ricco banchiere senese Agostino Chigi tra il 1508 e il 1511. Agostino Chigi era una figura del tutto particolare e di grande interesse, una sorta di piccolo borghese che divenne un uomo di potere non attraverso le strutture ecclesiali secondo le consuetudini di quei tempi, ma grazie ad una non comune abilità finanziaria e un’indubbia furbizia politica. Era anche un uomo che aveva un forte interesse per il mondo culturale, capendo presto l’importanza di circondarsi della presenza e delle opere di grandi architetti e pittori. Si spiega così la ricchezza architettonica e decorativa della sua villa con i celeberrimi affreschi di Raffaello e della sua scuola, Sebastiano del Piombo e dello stesso Peruzzi. Basterà citare soltanto il celebre Trionfo di Galatea di Raffaello o il mirabolante effetto illusionistico creato da Peruzzi, uno dei primi esempi di prospettiva nella pittura, per dare il senso di quanta importanza rivestano questi cicli di affreschi nell’ambito della storia dell’arte rinascimentale.
Una storia dove si incrociavano e dialogavano cultura, arte, scienza, ricerca, economia, allo stesso modo di quelli che sono tuttora gli intenti, i valori, gli intendimenti dell’Accademia dei Lincei e di istituzioni simili.

Barry Lyndon – La metamorfosi di Barry


http://youtube.com/v/56K2-bZfG3s

« Non ci sono mai folle ad ascoltare un somaro che raglia da un pulpito, né mai viene acquistata la decima edizione del libro di uno stupido? Talvolta accade il contrario, così che lo stupido e il saggio, l’uomo buono e quello cattivo, sono a turno più o meno fortunati, e l’onestà è il “miglior modo di comportarsi”, o tutto il contrario, a seconda dei casi. »
(William Makepeace Thackeray)