Km 0 e Grande Distribuzione


Il contenitore ideale per il Km 0 è rappresentato dal piccolo dettaglio, la bottega rionale di quartiere, il negozio di paese.
La grande distribuzione, questa per mè è una battaglia ideologica, non può rappresentare il prodotto di qualità, legato a piccole produzioni, che sono il frutto di stagionalità, territorio, piccoli laboratori artigianali, che sono distanti anni luce dalla produzione quantitativa..i due mondi sono in antitesi logica ed estetica.
Daltra parte ill piccolo commercio, deve innescare un meccanismo di rinnovamento commerciale e culturale puntando sulla conoscenza diretta delle realtà produttive, adattandosi alle realtà del territorio, dei comuni limitrofi, per troppo tempo si è limitato a correre dietro al prezzo della grande distribuzione, con lo stesso tipo di prodotto; battaglia persa fin dall’inizio.
Il piccolo commerciante potrebbe così ritrovare un suo spazio, con una nuova connotazione, prima di tutto culturale, di ricerca “eticamente corretta”. Inserire un prodotto che non rientra nelle logiche di acquisto, degli spot televisivi, che non ricorda la mozzarella della tv, o il biscotto del mulino è impresa molto ardua, uno sforzo che chi lavora nel settore del km 0 conosce molto bene..Molto spesso i consumatori sono pigri, ingessati nelle loro scelte dettate dal già visto e molto più diffidenti di quanto si possa credere, per non parlare dell’ostacolo del prezzo, che nulla ha a che fare con le cifre che sono abituati a vedere al supermercato o peggio al discount..il commerciante ha il dovere quindi di motivare il prezzo, dimostrando una conoscenza dettagliata dei prodotti alimentari, della loro provenienza, della loro lavorazione, trasformazione..di partecipare a master di educazione alimentare, di essere prima di tutto consumatore di ciò che propone…perchè il cibo è cultura.

Le spalle della vite – Stirpe di terra


Le spalle della vite

Stirpe di terra

La vite di mio bisnonno, nonno, di mio padre
Le spalle della vite sono olmi e con i rami tagliati si fanno, tra le altre cose, intrecciandoli
sapientemente, i cesti ed i nodi per tenere la vite ferma al filo.

Le legature – Il Salice

Nessuno che produca vino, oggigiorno lavora così, almeno nessuno nelle produzioni di alti numeri, una lavorazione, una sapienza arcaica che affonda le radici nel XVI sec. La nostra terra mantiene questa tradizione




Gli impomatati


Sono stata ad una inaugurazione!
In centro, a Bologna, alla Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna.
Presidente Fabio Roversi Monaco.
La Mostra, 5 Febbraio 1909 Bologna Avanguardia Futurista a cura
di Beatrice F. Buscaroli.
Tutto si sviluppa dal fatto che il Manifesto Futurista, che venne pubblicato il 20 Febbraio 1909
dalla testata Le Figaro, in realtà ebbe la sua prima uscita, sulla Gazzetta dell’Emilia il 5 Febbraio dello stesso anno.
Futurismo, inno alla velocità, all’azione, alla guerra, alla litigiosità
con una certa propensione alla rissa, al moto dell’ira, all’individualismo forsennato;
elogio della parola libera, del motore, dell’aeromobile,
arte trasversale, musica, poesia, pittura, scultura, architettura, cucina..
Moto interiore, d’anime irriquiete, lotta al passatismo.
alla borghesia annoiata, aristocratica, accademica, imitatrice!
Chiarezza, semplicità, originalità….autenticità!
E come era la platea di oggi?
Orripilanti borghesi e aristocratici, annoiati, impomatati, con le faccie deformi dal loro
vile denaro, sguardi avidi e tirati, falsi nella loro finzione di conoscenza
ricchi di denari, poveri di passioni vere..
Gongolandosi delle loro posizioni privilegiate di chi può decidere, perchè potente(parola orribile)
non si rendevano conto che se Marinetti fosse stato lì
sarebbero piovuti insulti, risa, risse, parole forti e fatti da prigione!
Moti di ira verso il conformismo plastico (nel senso di chirurgia)..

Io ho fatto la mia provocazione….

Ricordo della Nonna, Zola Predosa


Ricordo della Nonna

Il vecchio Noce

Sul friggione…devo solamente riunire sapientemente gli ingredienti, adagiarli sul ripiano di marmo, prendere gli arnesi da cucina di legno e non, chiudere gli occhi ripensando alla nonna e ai suoi profumi e sperare di riproporlo al meglio..quanto meno il gusto dei ricordi..
ciao nonna, ti ho messo a riposare sotto il noce, che ora non c’è più..
Vi tengo entrambi stretti al cuore

Ho voluto ricordarvi così, con una data impressa a caldo: gialla!

Balkan Baroque – Abramovic



Artist Marina Abramovic
Title Balkan Baroque

Sono reduce da due serate
all’interno della programmazione di appuntamenti, incontri, performance,
della settiamana di Arte Fiera a bologna;
Ho partecipato con interesse a questi due incontri denominati Arte per Tutti, tenuti dai
critici d’arte Elisa del Prete e Giusy Checola di Nosadella.due
la residenza per artisti e critici di Bologna.
Interesse per il taglio che le due critiche hanno dato agli incontri, per il
fatto di essere riuscite in sole cinque ora ad offrire una chiave di lettura delle espressioni artistiche dagli anni 50 ad oggi, nella complessità dei luoghi e delle tipologie dell’operato dei vari artisti.
Infatti ho apprezzato il fatto di indicare, ricercandole insieme,
delle parole chiave, che definissero i vari periodi storici
ed i fatti politici, culturali ed economici, come se facessimo delle istantane, delle didascalie storico-cronologiche;
Nulla di nuovo, certamente..si fà in vari settori, dal brainstorming classico di ambito pubblicitario, al sociodramma e psicodramma..cmq
scrivere, come sempre, lasciando un segno su di un foglio, od un video che sia
mi aiuta a visualizzare il concetto, a farlo uscire dal mondo dei pensieri e delle idee
a dargli uno spessore bidimensionale nello spazio,
ma tridimensionale nel concetto che rapressenta…
insomma questi incontri mi hanno rappresentata..ci voleva!

Cucina


Incredibile, non ho ancora parlato del cibo!
Questa sera ho preparato,
ovviamente mentre accendevo il camino(quello autentico con fuoco e legna,
non quello alla Beautiful)
Gallinella di mare(..tritate finemente una cipolla, fatela rosolare in padella, aggiungete il pesce. Spruzzatelo col vino bianco e lasciatelo evaporare.
Aggiungete i filetti di pomodoro, sale, pepe e un poco d’acqua e fate andare a fuoco lento per circa 30 minuti, più spezie se vi pare..) con cime di rapa(tagliate ed eliminate i gambi e le foglie più dure, sciacquatele in abbondante acqua più volte e lessatele.
Scolatele al dente e mettetele in una grossa padella antiaderente, nella quale avrete precedentemente riscaldato l’olio e fatto dorare l’aglio.
Mescolate e aggiungete il sale, il peperoncino e i filetti di acciughe; aggiungete anche l’origano!
Lasciate cuocere per 10 minuti scarsi coprendo la padella con un coperchio.
Prima di toglierle dal fuoco, assicuratevi che non siano brodose, se così fosse, alzate la fiamma e scopritele. Ho lessato anche una testa di cavolo che ho poi unito al tutto.

Targa devozionale


17 Gennaio S.Antonio