Acuti – #SINDEMIA
La distanza, il suo rispetto, è divenuto il “gesto” sociale per eccellenza. La mancata rielaborazione di questa idea presenta dunque anche il rischio di un’abitudine verso una condizione di controllo degli ambienti urbani di cui Richard Sennett avverte la persistenza anche quando «avremo i mezzi medici per sopprimere la malattia».



ll tema della distanza è quindi complesso, se non contraddittorio. Si pensi ai ritmi urbani che nelle sequenze temporali alternano il diradamento e la concentrazione, come nei trasporti. Si può abitare la distanza e mettersi in sicurezza, ma nel momento in cui ci si sposta necessariamente ci si raduna, e ci si assembra, in un mezzo di trasporto che fa della compressione spaziale la sua efficienza. La formula della città dei 15 minuti mentre si diffonde con crescente successo, porta con sé una sorta di progressivo confinamento nello spazio prossimo facendo venire meno uno dei caratteri essenziali della città: l’esplorazione dello spazio ignoto e non conosciuto, l’esperienza dell’imprevisto, dell’inconsueto.
Prossimità e distanza in questo senso rimandano a questioni più ampie legate ai termini di locale e globale, che Bruno Latour tenta di risolvere ponendo il “terrestre” come terzo attrattore. Una figura che non esclude, nel suo ancoraggio ad una posizione localizzata spazialmente (prossima), aperture globali (distanti) che si trovano espresse nel modo di trascendere identità e confini nazionali. Tradotto in termini operativi, ciò ci riporta alle alternative culturali ma anche tecnologiche fin qui accennate, per governare la transizione della città, ma soprattutto delle sue menti, verso scenari di sostenibilità urbana e sociale.
SINDEMIA
La domanda è quindi questa: perché un’epidemia infettiva nel terzo millennio, in società così avanzate come le nostre, ha avuto un effetto talmente devastante? Dal tipo di risposta che sapremo dare a questa domanda risiede la possibilità di attrezzarci per rispondere in maniera adeguata a futuri attacchi di questo genere.
Link
Negli anni novanta del secolo scorso, il medico e antropologo Merril Singer specificava che: «Le sindemie sono la concentrazione e l’interazione deleteria di due o più malattie o altre condizioni di salute in una popolazione, soprattutto come conseguenza dell’ineguaglianza sociale e dell’esercizio ingiusto del potere».
- Umani in stand-by: quando il codice di attivazione diventa la nuova catenaDai codici di attivazione nelle confezioni PlayStation a una distopia alla Black Mirror: una riflessione su tecnofeudalesimo, servitù digitale e libertà, ispirata a Varoufakis e ai Laboratori di Etica di Vito Mancuso.
- Orme sulla sabbia: quando anche giocare diventa un affittoSony annuncia la fine dei dischi fisici per i giochi PlayStation dal 2028: uno spunto per riflettere, con Rifkin e Byung-Chul Han, sul passaggio dalla proprietà all’accesso e su cosa resta della memoria quando tutto diventa noleggio temporaneo.
- Il tempo che manca. Riflessioni a margine di una Cina che correIl tempo che manca. Riflessioni a margine di una Cina che corre Partendo da un articolo di Federico Fubini sul Corriere della Sera, alcune riflessioni su ectogenesi, geopolitica futura, il kairos europeo e l’Africa come… Altro
- Il debito come autoritratto. Automobili, noleggio a lungo termine e la crisi dell’identità per apparenzaIl debito come autoritratto. Automobili, noleggio a lungo termine e la crisi dell’identità per apparenza *La Dimora del Tempo Circolare — simonarinaldi.com* — Accendo la televisione e, quasi senza soluzione di continuità tra un programma… Altro
- Ereditare Eco, abitare BolognaIl sorriso dei biasanotTributo a Umberto Eco
