Horta – Brussel


L’unicità, l’irripetibile, il fatto ad arte
un percorso, l’Art Nouveau, l’Arts&Crafts
il dominio del pezzo unico sulla serialità:
oggi come allora!

Brussel – Luglio 2009

La Sfoglia Bolognese


La sfoglia di mia Nonna per i tortellini, rigorosamente con uova delle galline di mio padre, fatta quindi esclusivamente con farina e uova, niente acqua e sale. E niente buchi, questa è la mano dell’esperienza. Per tagliarla si usa un solo coltello e sempre quello. Un rito, dei movimenti, e dei profumi eterni! Grazie Nonna, per sempre!

Calimero


Oggi è scomparso Luciano Emmer, a 91 anni, l’inventore di “Carosello”, regista e documentarista di pregio. Avevo visto di recente a Slow Food on film il suo documentario: Le pecore di Cheyenne – (2007).
La scena del siparietto che si apre fu girata da lui! Vorrei ricordare un carosello speciale quello di Calimero; Mi ha sempre messo un ansia terribile, ho anche capito il perchè..mi sembra molto attuale!




Mirandola (Mercato Antiquariato-Modernariato)



Oggi al mercato di Mirandola, oltre agli acquisti che pubblicherò su Tarabaralla, segnalo questa meraviglia di espositore: L’art&Car


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La Casa Grande dell’Ebreo, Famiglia Gubellini


Origini

#Oliveto, #Monteveglio #origini #Gubellini
Oliveto, importante località di Monteveglio, uno dei Comuni della provincia di Bologna posto sulle colline occidentali, ai confini con la provincia di Modena.
A Oliveto sono rimasti alcuni antichi monumenti: scarsi resti del castello dell’XI secolo, dell’oratorio di Santa Maria delle Grazie già esistente nell’anno mille e recentemente restaurato, il campanile-torre attaccato alla chiesa parrocchiale di San Paolo, priva di facciata, con l’ingresso laterale, nella quale è custodita la pala attribuita alla seicentesca pittrice bolognese Elisabetta Sirani, una grande costruzione medioevale chiamata la Casa Grande dell’Ebreo; sui muri è rimasta una vecchia e scheggiata lapide in terracotta, scritta in latino e non facilmente leggibile, che ha permesso di risalire al periodo in cui è stata edificata: nel 1410 da Salomon Mathasia. Essa fu sede della comunità ebraica e la prima banca di tutta la zona.

La madre di mia nonna materna, mia bisnonna, tale Celsa Gubellini ricorda la Casa Grande dell’Ebreo.
Gubellini, sepolti nel piccolo cimitero del Castello di Serravalle
FONTI

Ca’ Grande dell’Ebreo

L’imponente edificio è l’unica testimonianza della stabile presenza di ebrei in Appennino. Si tratta di un’imponente casa a forma di torrione, racchiusa un tempo all’interno delle mura del castello e databile tra la fine del Trecento ed i primi del Quattrocento. È stata restaurata nella seconda metà del secolo XIX, con una sostanziale salvaguardia dell’aspetto esterno, mentre l’interno (del quale quasi nulla rimaneva) è stato ristrutturato secondo le esigenze moderne. Sul paramento murario esterno si aprono o affiorano finestre o aperture di varie fogge e livelli, rivelatrici di una continuità abitativa certamente importante per la comunità olivetana. Una lapide murata sulla ‘facciata di ponente attribuisce ad un ebreo di nome Salomone (“Hec domus fecit facere Salomon Hebreus – 1410”) la costruzione di questa casa, che la tradizione considera collegata ad una fiorente attività bancaria esercitata ad Oliveto fino al secolo XV.

(fonte: “Le valli del Samoggia e del Lavino nella Storia. Itinerari luoghi personaggi” Edito dalla Comunità Montana Unione dei Comuni Valle del Samoggia 2007)

Valsamoggia

Pensieri sulla memoria:
http://www.uncommons.it/pagine/articolo.php?id=65

La normalità


“Cos’è successo nel mondo, dopo la guerra e il dopoguerra? La normalità. Già, la normalità. Nello stato di normalità non ci si guarda intorno: tutto, intorno si presenta come “normale”, privo della eccitazione e dell’emozione degli anni di emergenza. L’uomo tende ad addormentarsi nella propria normalità, si dimentica di riflettersi, perde l’abitudine di giudicarsi, non sa più chiedersi chi è.”(P.P.Pasolini)

Ci sono uomini camuffati, che si nascondono dietro stereotipi gretti di normalità, vignette da family day, trasgressivi che vanno a mangiare dalla mamma tutti i giorni, accademici che si fanno i festini, adolescenti dalle espressioni perse nei loro videogiochi, manager che si stupiscono del costo di un litro di latte, colti e conformisti colletti bianchi che usano nick name tipo “super duro” in chat , donne dalle unghie finte che contano le monetine, nonni ricchissimi che rubano il parmigiano….gente che vuole nascondere la provenienza! Quindi nessuno è l’ originale di se stesso!

Abbacare



Abbacare, v. tr. Far conti. ||intr. e fig. Vagare con la mente: è inutile — tanto.

Dal Nuovo Vocabolaro Universale della lingua italiana di B. Melzi 1882 Quinta Edizione Fratelli Garnier Edizioni