L’Approdo esposizione italiana di Le Corbusier (1963)


….”Ha la meglio il sognatore sul poeta”…
Le Corbusier conferenza stampa a Firenze

con, tra gli altri l’Architetto Ricci (Roma, 1918 – Venezia, 29 settembre 1994) che vidi ed ascoltai, assieme a Leoncilli Massi (allievo di Quaroni )
nel Novembre del 1990; la lezione era presenziata da Giovanni Michelucci (Pistoia, 2 gennaio 1891 – Firenze, 31 dicembre 1990 )



Sole, Spazio, Verde e…Modulor


Sul modulor:
http://it.wikipedia.org/wiki/Modulor

Riferimenti:
http://www.wikiartpedia.org/index.php?title=Le_Corbusier

Bibliografia:

Le Corbusier, Francesco Tentori, Rosario De Simone, Edizione Laterza, Bari 1985.
Storia dell ‘architettura moderna, Leonardo Benevolo, Edizione Laterza,1973.
Storia dell ‘architettura moderna, Kennet Frampton, Zanichelli, 1993
Verso un architettura, Le Corbusier (Con questo libro, apparso nel 1923 e pubblicato la prima volta in Italia da Longanesi nel 1973), Le Corbusier avviò il suo irruente dialogo con il pubblico… )
Il modulor + modulor 2, Le Corbusier, Editore, Capelli, 2004
La casa degli uomini, Jaca Book,1985
Espagne, Carnets, Electa Mondatori,2001
Maniera di pensare l’urbanistica ,Editore : Laterza
Le Corbusier, La poetica della macchina e della metafora,Tzonis Alexander
Le Corbusier, Cohen Jean-Louis, Taschen,2005
Scritti, Le Corbusier, Einaudi, 2003.
Quando le cattedrali erano bianche. Editore : Marinotti, 2003.

Diego Valeri – dal sito Viadellebelledonne


Profilo Bibliografico:
Elenco degli scritti:

dalla la prima lirica della raccolta Calle del vento:
QUI C’È SEMPRE UN POCO DI VENTO
A TUTTE LE ORE, DI OGNI STAGIONE:
UN SOFFIO ALMENO, UN RESPIRO.
QUI DA TRENT’ANNI STO IO, CI VIVO.
E GIORNO DOPO GIORNO SCRIVO

Diego Valeri, poeta e saggista (Piove di Sacco, 25 gennaio 1887 – Roma, 27 novembre 1976)

L’ Assenza
C’è, scavata nell’aria, la tua dolce
forma di donna; un vuoto
che palpita di te, come l’immoto
silenzio dopo una perduta voce.

***

Fiore del nulla

Quando ti schiudi, fiore
divino, assorto è il tempo
fuor di notte e di giorno,
l’aria non ha colore,
tutto è perduto intorno.
Tu solo sei, divino
fiore del nulla, amore.

(Tempo e Poesia, Mondadori)
***
Il fiume
Il fiume che si svena alla sua foce,
la sera che s’incenera e si sfa
nella tenebra morta, il fil di voce
del vento tra la viscida erba… Cuore,
quello ch’è stato d’amore e dolore
più non sarà.
***
Il bimbo e il poeta

– Mondo, mondo d’oro,
io sono il tuo piccolo re.
Quanto è bello e buono,
tutto fu fatto per me.
Pur ch’io muova un passo
fiorisce ai miei piedi il terren.
Prendo in mano un sasso
ed ecco, una gemma divien.
Mondo, dolce mondo
io sono il tuo piccolo re.
Giro, giro tondo:
tutta la gioia per me.
– Bimbo, bimbo bello
sono il tuo fratello.
Fammi entrare un poco
nel tuo caro gioco!
So la tua magia:
è la poesia.

(Il campanellino, poesie per ragazzi)

***

Sognatori di Parole – La poetica delle Reverie – Immaginario e Immaginale


La poetica delle Reverie
Gaston Bachelard
Edizioni Dedalo 1993

…”L’infanzia è il pozzo dell’essere”…Il pozzo è un archetipo, una delle immagini più pesanti per l’anima umana…

Juan Ramon Jimenez (Platero et moi, trad. ed. Seghers, pag.64), scrive: . Un sognatore di parole non può passare davanti ad una simile reverie senza notarla…
..personale Reverie sugli incontri e sui luoghi dell’etere..:
..cosa è il mondo virtuale.. …è un po’ come ritrovarsi a dover raggiungere una meta preposta attraverso una tratta giornaliera di un bus di linea..stessi orari, stesse coincidenze, stesso affollamento, stessi volti..a volte odori insopportabili, altre volte ammiccamenti sensuali, altre volte fastidio epidermico..poi capita di intavolare conversazioni edificanti con lo sconosciuto che sale a metà tragitto e speri di rivedere l’indomani, oppure dai per certo che hai trovato le persone “giuste” perfette per fantasticare, poi ti rendi conto che ti eri addormentata con la testa al finestrino… si era oramai appannato tutto e avevi perso la fermata…
Su Bachelard e la sua poetica:

Storia e Utopia, Remo Bodei


Storia come attesa di un Futuro
Il sublime deforma le armonie e le proporzioni del bello stabilite dall’estetica classica; rimette in gioco il rapporto con l’incommensurabile, lo smisurato, l’assenza di limiti e di strutture; rifiuta di cristallizzare la sensazione e l’immaginazione in forme rigide e compiute; implica una progressiva derubricazione del bello a qualcosa di gradevole, che non coinvolge intense emozioni (si torna così all’originario significato etimologico di bellus, contrazione di*bonulus: carino, grazioso, ma non eccelso).

di Remo Bodei vedi
http://www.tecalibri.info/B/BODEI-R_paesaggi.htm

 

Remo Bodei, intervistato al Festival della Filosofia di Modena del 2016, parla dell’utopia. Il filosofo sardo ricorda che mentre in Tommaso Moro, in Campanella c’era l’idea dell’utopia come pietra di paragone per giudicare il presente, con l’avvertenza però che si trattava di qualcosa di irrealizzabile, nel 1770 Louis-Sébastien Mercier scrive un romanzo intitolato “L’anno 2440”, nel quale sposta la perfezione nel futuro, immaginando che a partire da un presente imperfetto si possa arrivare ad un futuro perfetto. E tutte le rivoluzioni a partire da quella francese hanno avuto presente questa idea: come nella traversata nel deserto Mosè vede la terra promessa da lontano e muore prima di arrivarci, così i rivoluzionari sapevano che la loro terra promessa riguardava le future generazioni.
L’utopia allora secondo Bodei è solo un avvicinamento progressivo ad un’idea di perfezione che magari non si raggiunge mai, ma che non si rinuncia per questo ad inseguire.

Link

 

 

Lavoiser – Carlos de Oliveira – Neorealismo Portoghese


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Lavoiser
Nella poesia,
natura variabile
delle parole,
niente si perde
o crea,
tutto si trasforma:
ogni poesia,
nel suo profilo
incerto e calligrafico,
già sogna
 un altra forma.
Se la poesia
analizzasse
la propria oscillazione
interiore,
cristallizzasse
un altro movimento
più sottile,
quello della struttura
in cui si generano
millenni più tardi
questi immaginari
fiori calcarei,
troverebbe
il suo micro rigore.
L’uccello; la sua anatomia
rapida; forma piena di fretta,
che si condensa
appena il necessario
per essere visibile nel cielo,
senza ferirlo;
modello d’altri voli: nubi;
e vento lieve, foglie;
adesso, attonito, apre le ali
nel deserto della tavola;
tenta di gridare ai falsi uccelli
che la morte è diversa:
incrociare il cielo con la soavità
d’un sussurro e sparire.
La prima forma è ancora
elastica; le altre induriscono
nell’aria, più angolose;
ma tutte pesano,
elaborando leggi di caduta:
e cadono; gravi; ridotte
allo spazio del loro peso;
il volo è il singolare astratto,
o meglio, la metafora delle ali,
che sottintende cose
per ora senza leggi;
ma il plurale, i voli, no:
rendono le forme nitide,
le limitano alla loro opacità;
e ad ogni impulso nell’aria,
il peso riconduce i corpi
all’inizio del volo:
i voli sono ritorni.
Carlos de OliveiraLavoiser” da Sobre o lado esquerdo
da  Pessoa a Oliveira
La moderna poesia portoghese
a cura di Giuseppe Tavani
Modernismo, Surrealismo, Neorealismo
Ed. Accademia 1973
Link su Oliveira e la poesia portoghese:

Quasi – Surrealismo Portoghese


Carlo Carrà – Manifestazione interventista -1914
più info su Carrà dal sito:
Quasi
Un poco più di sole – ed ero brace,
un poco più di azzurro – ero di là.
A riuscir, mi è mancato un colpo d’ala…
Potessi almeno rimanere qua…
Spavento o pace? No…Tutto svanito
in basso mare ingannator di spuma;
e il grande sogno ridestato in bruma,
il grande sogno – ahimè – quasi vissuto…
Quasi amor, quasi trionfo e fiamma,
quasi principio e fine – quasi espansione…
Ma nell’anima tutto mi si spande…
Intanto nulla fu solo illusione!
Tutto ha avuto un inizio…e è tutto errato…
– Oh il dolore infinito d’esser quasi… –
Mi mancai tra gli altri, mancai in me,
ala che si slanciò ma non volò…
Momenti d’anima che io dissipai…
Templi dove non posi mai un altare…
Fiumi che persi senza portarli al mare…
Ansie che furono ma che non fissai…
Se mi divago, trovo solo indizi…
Ogive verso il sol – le vedo chiuse;
mani d’eroe, senza fede, invilite,
misero grate sopra i precipizi…
In impeto diffuso di languore,
tutto intrapresi e nulla possedetti…
Oggi di me, non c’è che il disinganno
di cose che baciai ma che non vissi…
………………………………………..
………………………………………..
Un poco più di sole – e sarei brace,
un poco più di azzurro – e sarei là.
A riuscir, mi è mancato un colpo d’ala…
Potessi almeno rimanere qua…
Mario de Sa-Carneiro N. Lisbona 19-05-1890, m., suicida, a Parigi 26-04-1916
(Poesia tratta da Dispersione del 1914) 
Da Pessoa a Oliveria – La moderna Poesia Portoghese “Modernismo, Surrealismo, Neorealismo” ed.Accademia 1973. I° ed. pag.119
a cura di Giuseppe Tavani
Dalle note su Mario de Sa-Carneiro
“…Amico devoto ammiratore di Pessoa, la sua poesia, (che si rinserra del tutto entro il breve arco di un quadriennio: 1913-16) nasce dall’insegna di un simbolismo in decomposizione ed assimila immediatamente
la lezione pessoana, che egli incanala entro i canoni prosodici e ritmici simbolisti e interpreta
in chiave di delirante stravaganza e di ipersensibilità allucinata in cui confluiscono il futurismo marinettiano e le visioni oniriche di Walt Whitman e di Picasso…”

The Library of Babel – Jorge Luis Borges


The Library of Babel from Geert Mul on Vimeo.