Questo “essere” è praticamente un’onda sonora umana, sottrazione, sospensione, metamorfosi, vertigine sublime…
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Ma poiché non sappiamo, finiamo per pensare alla vita come a un pozzo inesauribile. Eppure ogni cosa accade soltanto un certo numero di volte, e un ben piccolo numero, in effetti. Quante altre volte ricorderai un certo pomeriggio della tua infanzia, qualche pomeriggio che sia così profondamente parte del tuo essere per cui tu non possa nemmeno concepire la tua vita senza quelle ore? Forse altre quattro o cinque volte. Forse nemmeno. Quante altre volte guarderai sorgere la luna piena? Forse venti. E tuttavia tutto sembra senza limiti.
(Paul Bowles, “Il té nel deserto”)
Le imprese criminali di un’associazione di malfattori nella #Bologna postunitaria
L’esposizione, curata da Marcello Fini, racconta, attraverso fotografie, articoli di quotidiani, testi a stampa e litografie (tutti provenienti dalle raccolte dell’Archiginnasio), le imprese delittuose compiute da audaci gruppi di criminalità organizzata a #Bologna nei primi anni dopo l’Unità, nonché le vicende processuali che ne scaturirono. Centodieci imputati, ventitré capi d’accusa diversi, ma tutti riconducibili alla medesima organizzazione criminale e sei mesi ininterrotti di lavori: il processo contro l’“Associazione di malfattori”, – conosciuto come “Causa Lunga“- che si aprirà il 26 aprile 1864 nella sala d’Ercole del palazzo Comunale davanti alla Regia Corte di Assise del Tribunale di Bologna è considerato dagli storici come il primo istruito nell’Italia unita contro un’associazione malavitosa organizzata.
#attésa s. f. [der. di attendere]. – 1.L’attendere, e il tempo che si attende: l’a. del treno; sala d’a., d’aspetto; fare una lunga attesa. Anche, lo stato d’animo di chi attende, cioè il desiderio, l’ansia con cui si attende un evento: grande era nel pubblico l’a. dello spettacolo annunciato; venir meno all’a.; deludere l’attesa. Molto com. la locuz. avv. in attesa, aspettando: in a. di conoscere l’esito; essere, restare in a.; spec. nelle lettere: in a. d’una tua risposta, ti saluto cordialmente; di più recente diffusione, la locuz. agg. di attesa, per indicare, anche nel linguaggio polit., situazioni non definite né definitive: essere in posizione di a.; prendere una decisione di a., e sim. In telefonia, a. in blocco, quella che si ha quando un centralino, nel corso di una comunicazione esterna, effettua un collegamento con un apparecchio interno, pur mantenendo in blocco la linea con l’esterno. In informatica, tempo di a. di una memoria, intervallo di tempo che trascorre dal momento in cui l’unità centrale del calcolatore ordina un trasferimento da o verso la memoria e il momento in cui esso comincia. Nel linguaggio sindacale, lavoro di semplice a. (in contrapp. a lavoro effettivo), tipo di prestazione che per la sua stessa natura (di autista privato, di fattorino, ecc.) impone degli intervalli d’inattività. 2. La cosa che si attende, significato corrente in statistica; precisamente, per una variabile casuale ai singoli valori della quale può essere assegnata una probabilità di occorrenza, è il valore con probabilità maggiore, detto anche a. matematica, speranza matematica, valore di a., valore di aspettazione. È detta condizionata l’attesa di una variabile casuale se essa è precisabile soltanto specificando il valore di un’altra variabile casuale. Def Treccani
Primo appuntamento della rassegna di poesia Her Kind
Bianca Tarozzi e Vita Fortunati ne parleranno con Cristina Gamberi
Letture di Valentina Pinza
Anne Sexton
LA ZAVORRA DELL’ETERNO
Crocetti editore, 2016
Traduzione di Cristina Gamberi
Anne Sexton occupa un posto di rilievo nella letteratura americana come una delle voci poetiche più significative del Novecento (1928-74). Considerata una delle esponenti della confessional poetry, insieme a Robert Lowell e Sylvia Plath, Anne Sexton si impone immediatamente per la sua voce personale che con immediatezza, sofferenza e crudezza narra di vicende private. Il suo è un mondo poetico carico di pathos, di dolorosa incertezza, attraversato dall’ossessione per la morte e segnato dal deragliamento psicologico. La sua è una scrittura drammatica, dolente, alle volte venata dal black humor, altre volte intrisa di compiaciuta autocelebrazione. Ma la poesia di Sexton è anche il ritratto di un nuovo modo di essere donna, di una nuova soggettività femminile in un momento di passaggio tra vecchi e nuovi modelli nell’America dei primi anni ’60, imprigionata tra aspettative sociali irraggiungibili e desideri di libertà fino ad allora difficilmente confessabili.
Cristina Gamberi lavora presso il Dipartimento di Lingue, Letterature e Culture Moderne dell’Università di Bologna. Svolge le sue ricerche nell’ambito della scrittura femminile in lingua inglese, dell’educazione alle differenze e della violenza contro le donne.
Bianca Tarozzi è nata a Bologna e risiede a Venezia. Poetessa, saggista e traduttrice dall’inglese. Ha insegnato Letteratura anglo-americana presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia e l’Università di Verona. ‘Una luce sottile’ è il suo ultimo romanzo (Iacobelli, 2015).
Vita Fortunati è Professoressa Ordinaria di Letteratura Inglese presso la Facoltà di Lingue e Letterature Straniere dell’Università degli Studi di Bologna dove si è occupata di letteratura utopica, letterature comparate, critica femminista, neostoricismo e comparatismo fra le arti ed è stata coordinatrice del Master Erasmus Mundus – GEMMA – sugli Studi di Genere e delle Donne.