Viaggio Lungo la Valle del Po


“nella mia vita non mi sono mai contraddetto per la semplice ragione che su
qualsiasi cosa ho sempre avuto due opinioni: la mia e il suo contrario”
Mario Soldati
Salamina da Sugo
La salamina da Sugo, vera regina della tavola dei ferraresi, è un insaccato di carni povere del maiale quali capocollo, guanciale, pancetta, lingua, fegato,sunia, sapientemente dosati in parti dovute, aromi naturali, vino corposo ma giovane. Il tutto, lungamente mescolato insieme ad amalgamarsi per bene fino all’insaccamento nella vescica del maiale, accuratamente pulita e lavata in acqua tiepida, aceto e vino. Chiusa legandola molto bene in cima, viene poi legata a spicchi di 6/8/10/12. Dopo la sgocciolatura di una notte, viene messa a stagionare minimo per 8 mesi, ma se uno vuole assaggiare una vera salamina da sugo deve “penare” almeno sino al decimo mese di stagionatura.
Cottura e consumo
Per vedere se la salamina da sugo non ha anomalie bisogna “piombarla” in un recipiente d’acqua; se il prodotto è sano, questo va a fondo, se il prodotto rimane a galla, ha dei problemi. Questa verifica è molto importante. Constatata la validità del prodotto, bisogna lasciare la salamina da sugo a bagno per 8/10 ore, dopo di chè la si spazzola delicatamente dalle impurità sotto l’acqua. Avvolta in un canovaccio la si appende diritta legata a un bastoncino di traverso ad una pentola capiente pieno d’acqua e la si lascia bollire delicatamente dalle 4 o 7 ore a seconda della tipicità della salamina. Al giorno d’oggi molti usano il più pratico sacchetto di cottura per alimenti.
Una volta cotta la si posizione su un apposito piatto rotondo con la propria sede al centro. a si scoperchia in cima. Subito vi accorgerete di un odore intenso e fragrante che solo la salamina da sugo può regalare. Viene servita con un purè di patate, il tutto molto caldo.
La salamina da sugo la si può mangiare anche cruda con fichi o melone, cotta affettata e fredda.
Madonna Boschi e la Salamina da Sugo
Madonna Boschi e’ un piccolo paese di 300 anime posto fra i comuni di Poggio Renatico e Vigarano Mainarda nella provincia di Ferrara, in Emilia Romagna. E’ ricordato soprattutto la produzione della Salamina da Sugo, di cui si trova un monumento alle porte del paese. Molte le manifestazioni organizzate annualmente dalla locale Pro Loco, tra cui:
– la Sagra della Fiera delle Galantine a luglio, ultime due settimane;
– la “Sagra della Salamina da Sugo al Cucchiaio” a settembre, ultime tre settimane, vera e propria kermesse del gusto dedicato alla Salamina da Sugo.
La Pro Loco di Madonna Boschi della Salamina da Sugo produce in proprio la salamina da sugo in ambienti idonei rispettando le norme vigenti e le tradizioni.

Gotan Project


Tom Waits Cover


Nel giardino di Epitteto


Prima dì a te stesso cosa vorresti essere:
poi fai ciò che devi fare.
Epitteto

J. Millais, Ofelia


” Il piacere di vedere questi frutti e la frescura prodotta da questi alberi frondosi sono”

disse il Maestro
altrettante sollecitazioni della natura ad abbandonarsi alle migliori delizie 
di un pensiero sereno.
Non c’è ora più adatta alla meditazione sulla vita, per inutile che sia,
di questa in cui, sebbene il sole non volga ancora al tramonto, il pomeriggio perde
già il calore del giorno e pare si levi una brezza dai campi che si rinfrescano.
“Sono molti i problemi che ci occupano e tanto il tempo che abbiamo perso per
scoprire che non possiamo risolverli. Metterli da parte, come chi passa senza voler vedere,
sarebbe stato molto per l’uomo e poco per Dio; affidarvisi, fino ad esserne dominati,
sarebbe stato vendere ciò che non possediamo.
“Riposate con me all’ombra degli alberi verdi, su cui non pesa altro pensiero che il seccarsi
delle foglie quando viene l’autunno o il molteplice distendersi di irte dita verso il cielo
dell’inverno che va. Riposate con me e meditate quanto sia inutile lo sforzo, 
estranea la volontà.
Riflettete anche come una vita che non vuole niente non possa pesare sul corso degli eventi,
perchè non può ottenere tutto.
E ottenere meno che tutto non è degno delle anime che aspirano alla verità.
“Vale di più, figlioli, l’ombra di un albero che la conoscenza della verità, perché
l’ombra dell’albero è vera finché dura, mentre la conoscenza della verità è di per sé falsa.
Vale di più, per una giusta comprensione, il verde delle foglie che non un grande pensiero,
perché il verde delle foglie potete mostrarlo agli altri, ma mai potrete mostrare agli altri un grande pensiero.
Nasciamo senza saper parlare e moriamo senza aver saputo dire. La nostra vita trascorre
fra il silenzio di chi tace e il silenzio di chi non è stato compreso, e intorno a tutto ciò,
come un’ape in un luogo senza fiori, aleggia sconosciuto un inutile destino.
[PI, 429]
Nel giardino di Epitteto pag. 50 – Pagine Esoteriche – Fernando Pessoa

Alberto Caraco "Breviario del Caos" Adelphi


Alberto Caraco “Breviario del Caos” Adelphi 

“Gli uomini sono al tempo stesso liberi e legati, più liberi di quanto non desiderino, più legati di quanto non avvertano, giacché la massa dei mortali è fatta di sonnambuli, e all’ordine non conviene mai che escano dal sonno, perchè diventerebbero ingovernabili. 
L’ordine non è amico degli uomini, esso si limita a tiranneggiarli, di rado a incivilirli, ancor più di rado a umanizzarli. Poichè l’ordine non è infallibile, spetta alla guerra riparare un giorno ai suoi errori, e poichè l’ordine continua a moltiplicarsi, noi andiamo verso la guerra, la guerra e il futuro sembrano inscindibili. Questa è l’unica certezza: la morte è, in definitiva, il senso di ogni cosa, e l’uomo è una cosa difronte alla morte, i popoli lo sanno anch’essi, la Storia è una passione e le sue vittime una moltitudine, il mondo che la abitano è l’Inferno temperato dal nulla, dove l’uomo, che rifiuta di conoscere se stesso, preferisce immolarsi come le specie animali troppo numerose, immolarsi come gli sciami di cavallette e gli eserciti di ratti, pensando che sia più sublime perire, perire innumerevoli, piuttosto che ripensare finalmente il mondo che egli abita.” pag.13

I Dioscuri – De Chirico


Passepartout 21022010 L’Accademia dei Lincei


Questa puntata di Passepartout è dedicata all’Accademia dei Lincei, la prima accademia scientifica d’Europa, fondata nel 1603 dallo scienziato e naturalista Federico Cesi con tre suoi amici. Dopo l’ingresso di Galileo Galilei nel 1611, l’Accademia svolse una funzione importantissima nel dibattito scientifico di quegli anni e di quelli successivi. Tuttora ricopre un ruolo fondamentale nella vita intellettuale italiana e non solo. Philippe Daverio ne parla con l’attuale presidente prof. Lamberto Maffei.
Dopo un lungo peregrinare per varie sedi, con l’Unità d’Italia l’Accademia trovò una sua collocazione stabile, sempre a Roma, ma in un’area della città molto importante. Durante il periodo rinascimentale questa zona era al centro di profonde opere di riassetto urbanistico, come la costruzione di Ponte Sisto. Sulle due sponde del Tevere gravitavano le due arterie che scorrevano parallele lungo il fiume: via Giulia e via della Lungara. Su via della Lungara, un nipote di Sisto IV, Raffaele Riario si regalò una sorta di villa di campagna che sorgeva accanto ad un altra nuova costruzione, Villa Farnesina di Agostino Chigi. Proprio in questi due prestigiosi edifici si collocano le attività dell’Accademia dei Lincei.
Si comincia da Palazzo Riario, divenuto in seguito Palazzo Corsini dopo una rielaborazione settecentesca da parte dell’architetto Ferdinando Fuga operata sull’impianto originale rinascimentale. L’intervento del Fuga è ben visibile nelle sale del primo piano che ospitano la Biblioteca dell’Accademia, un’eredità della Biblioteca Corsiniana fondata dal cardinale Neri Corsini nel 1754 e donata poi allo stato italiano nel 1883. Il secondo piano è costituito da un’infilata di magnifiche sale dove si svolge gran parte dell’attività dell’Accademia.
Si passa poi a Villa Farnesina, attualmente sede di rappresentanza dell’Accademia, realizzata da Baldassarre Peruzzi per conto del ricco banchiere senese Agostino Chigi tra il 1508 e il 1511. Agostino Chigi era una figura del tutto particolare e di grande interesse, una sorta di piccolo borghese che divenne un uomo di potere non attraverso le strutture ecclesiali secondo le consuetudini di quei tempi, ma grazie ad una non comune abilità finanziaria e un’indubbia furbizia politica. Era anche un uomo che aveva un forte interesse per il mondo culturale, capendo presto l’importanza di circondarsi della presenza e delle opere di grandi architetti e pittori. Si spiega così la ricchezza architettonica e decorativa della sua villa con i celeberrimi affreschi di Raffaello e della sua scuola, Sebastiano del Piombo e dello stesso Peruzzi. Basterà citare soltanto il celebre Trionfo di Galatea di Raffaello o il mirabolante effetto illusionistico creato da Peruzzi, uno dei primi esempi di prospettiva nella pittura, per dare il senso di quanta importanza rivestano questi cicli di affreschi nell’ambito della storia dell’arte rinascimentale.
Una storia dove si incrociavano e dialogavano cultura, arte, scienza, ricerca, economia, allo stesso modo di quelli che sono tuttora gli intenti, i valori, gli intendimenti dell’Accademia dei Lincei e di istituzioni simili.