KOLONISTUGA: Sotto la scala


KOLONISTUGA: Sotto la scalahttp://www.pinacotecabologna.it/

Sotto la scala


                                                          http://www.pinacotecabologna.it/
Oggi 15 Agosto, giornata insopportabilmente calda, umida, e opaca!
Il giorno ideale per andare in centro e trovare lo spazio libero, vitale, necessario!
Cerco uma mostra sulle rafffigurazioni del cibo nell’arte dal cinquecento al settecento, in via belle arti; chiuso!
Bene, allora poco oltre, mi fermo alla Pinacoteca Nazionale e ne approfitto per rivedere il Trecento Bolognese, Francesco Francia, Guido Reni e i Carracci e Giotto naturalmente!
Conversazione emozionante alla biglietteria con Signore e Signora piacevolmente sorpresi di conversare sui limiti della Città…e sì, la cultura e la città di Bologna soffrono da tempo di un male incurabile, colpa del Vaticano per il quale la Domenica serve solo per andare a messa e quindi tutto deve essere chiuso…già dico io, oltre al fatto che a Bologna ci sono anche i Massoni…e salta fuori il termine Massone che pensavo di pronunciare solo io, nelle mie elucubrazioni sulle sorti del mondo!
Che bello..allora altri ragionano! Beh, mi viene regalato un book bellissimo in bianco e nero sulla Pinacoteca che è un reperto anni 80 di valore inestimabile, stampato dalla tipografia Labanti&Nanni..sono strafelice!
…non mi dilungo sulle opere meravigliose che ci sono in Pinacoteca e per le quali nel resto d’Europa si realizzerebbero una decina di Musei; mi soffermo su quello che ho trovato nella sala 15, quella di Guido Reni, sotto uno scalone doppio in legno dal quale si accede alle stanze dei Carracci e del Manierismo..ecco lì sotto, invisibile, nascosto dietro ad un piccolo pianoforte stretto rosa, chissa, forse settecentesco, accanto mi ritrovo un modello ligneo, su di un piedistallo, protetto per tre quarti da un vetro curvo, pieno di polvere..devo abbassare la testa perchè non ci sto, mi avvicino e leggo “Bernini” modello per la fontana di P.zza Navona..
Bernini????? rimango con la testa china, scatto una foto in fretta..poi..non so che dire!

A chi come me


Un pensiero a chi, come me soffre di emicrania con aura, di qualsiasi emicrania..a chi fa uso di frovatriptan, imigran, antinfiammatori, antidolorifici, a chi vorrebbe buttare la testa in un cassonetto, a chi non può stare alla luce, al caldo che ti …fa scoppiare l’attacco, a chi deve stare al buio, a chi piange disperato, a chi non passa giorno senza un dolore, nottate insonni…a chi vive così! Coraggio!

Arts & Crafts(William Morris)


KOLONISTUGA: No Man’s Land


KOLONISTUGA: No Man's Land
http://www.lankelot.eu/index.php/2006/07/23/il-giunco-mormorante-di-nina-berberova/

No Man’s Land


Da “Il giunco mormorante” di Nina Berberova ed. Adelphi

Nella vita di ognuno esistono momenti – quando la porta sbattuta all’improvviso e senza alcun visibile motivo di colpo si riapre, quando lo spioncino chiuso un attimo fa viene di nuovo aperto, quando un brusco “no” che sembrava irrevocabile si muta in “forse”-, momenti in cui il mondo intorno a noi si trasfigura, e noi stessi ci rempiamo di speranza come di nuovo sangue. E’ stata concessa una proroga a qualcosa di ineluttabile, definitivo; il verdetto di un giudice, del dottore, del console, è stato rinviato. Una voce ci avverte che non tutto è perduto. E con gambe tremanti e lacrime di gratitudine passiamo nel locale adiacente, dove ci pregano di prima di spingerci nel baratro.
(pag. 11)

“Fin dai primi anni della mia giovinezza pensavo che ognuno di noi ha la propria no man’s land, in cui è totale padrone di se stesso. C’è una vita a tutti visibile, e ce n’è un’altra che appartiene solo a noi, di cui nessuno sa nulla. Ciò non significa affatto che, dal punto di vista dell’etica, una sia morale e l’altra immorale, o dal punto di vista della polizia, l’una lecita e l’altra illecita. Semplicemente, l’uomo di tanto in tanto sfugge a qualsiasi controllo, vive nella libertà e nel mistero, da solo o in compagnia di qualcuno, anche soltanto un’ora al giorno, o una sera alla settimana, un giorno al mese; vive di questa sua vita libera e segreta da una sera (o da un giorno) all’altra, e queste ore hanno una loro continuità. Queste ore possono aggiungere qualcosa alla vita visibile dell’uomo oppure avere un loro significato del tutto autonomo; possono essere felicità, necessità, abitudine ma sono comunque sempre indispensabili per raddrizzare la “linea generale” dell’esistenza. Se un uomo non usufruisce di questo suo diritto o ne viene privato da circostanze esterne, un bel giorno scoprirà con stupore che nella vita non si è mai incontrato con se stesso, e c’è qualcosa di malinconico in questo pensiero. Mi fanno pena le persone che sono sole unicamente nella stanza da bagno, e in nessun altro tempo e luogo.” (pagg. 36-37)

Collegamenti:

"Passeggiate" di Pierre Sansot – Natale 2001


domenica 5 aprile 2009 alle ore 18.04
“Io, che il più delle volte viaggio per mio piacere, non mi dirigo così male. Se a destra è brutto tempo, prendo a sinistra; se non mi sento di montare a cavallo, mi fermo…Ho lasciato qualcosa da vedere dietro di me?
Ci ritorno; non è mai fuori della mia strada. Non traccio alcuna linea precisa, nè dritta, nè curva.”

MONTAIGNE

“Non so mai molto bene dove una strada mi porterà nè se mi porterà da qualche parte. In compenso, so con certezza da che cosa mi distoglierà: da un assopimento che non è una forma di saggezza, dalla rassegnazione, dal ripiegamento su di me; e nella solitudine che talvolta accompagna il mio andare non vi è nulla di amaro, perchè mi restituisce a quanto di grave e di dolce vi è in me, e che resta la mia guida.”

“La strada autentica ci modifica…L’essere in movimento s’inebria del proprio dinamismo che lo rende audace. Mentre cammina, moltiplica le possibilità. Le norme perdono la propria certezza. Le posizioni acquisite sfumano in lontananza, come le pietre miliari che abbiamo allegramente superato…Nel corso di un certo numero di chilometri arriveremo a dimostrare che non siamo più gli stessi.”