Luciano Floridi Filosofo Digitale

BOLOGNA L’università di Yale lo ha chiamato a dirigere e a creare ex novo un centro di ricerca sull’etica digitale. La materia che anche a Bologna, da tre anni, il filosofo digitale Luciano Floridi, insegna all’Alma Mater. Ma a preoccuparlo, più delle questioni morali legate all’Intelligenza Artificiale, è la mancanza di investimenti nel nostro Paese sul digitale. «Quel treno lo stiamo perdendo» avverte. Lo ha raccontato all’anteprima del festival del presente della rivista Pandora lo scorso 4 giugno, lo ribadirà oggi 6 giugno alle 18.30 alla Cantina Bentivoglio da protagonista dell’aperitivo filologico dell’Alma Mater, e infine lunedì 10 alle 18.30 al Mast quando terrà una lezione “AI, la produzione di contenuti artificiali e il futuro della creatività».











Professore, da un anno ormai si divide tra due mondi: il Connecticut e Bologna, gli Stati Uniti e l’Europa, una prestigiosa università privata come Yale e un grande ateneo pubblico come Bologna.
«Il tentativo è quello di costruire un ponte tra le due università, sono a Bologna da tre anni, paradossalmente quando ero a Oxford era leggermente più difficile. Oxford è molto chiusa in sé stessa, poi con Brexit, è rimasta fuori dall’Europa. A Yale hanno chiamato sia me sia mia moglie Anna Christina De Ozorio Nobre, che è una famosa neuroscienziata. Credo volessero più lei di me. A lei hanno proposto di dirigere il nuovo centro di neuroscienza, a me quello di etica del digitale. Due piccioni con una fava… come si dice. Abbiamo rifiutato per tre volte, alla fine abbiamo accettato».
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