Augusto Majani – La potenza dell’Idea


Augusto Majani – La potenza dell’Idea

Allestimento Palazzo d’Accursio
Augusto Majani

Augusto Majani illustratore

https://youtu.be/IlSlLtlIzpU

Dal 4 dicembre al 30 gennaio l’Associazione Bologna per le Arti presenta a Palazzo d’Accursio Augusto Majani (1867-1959). La potenza dell’Idea, a cura di Francesca Sinigaglia, una mostra che per la prima volta indaga in maniera approfondita la produzione pittorica dell’artista contribuendo ad aggiornare gli studi sul suo lavoro.

Saranno esposte circa 90 opere, tra tele e tavole, dagli esordi fino agli anni Cinquanta del Novecento, molte delle quali provenienti da importanti istituzioni museali italiane – Pinacoteca Nazionale di Bologna, Istituzione Bologna Musei |MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna, Segretariato generale della Presidenza della Repubblica, Museo Storico Giuseppe Garibaldi di Como, Collezioni d’Arte e di Storia della Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna, Accademia di Belle Arti di Bologna –, dalla Pinacoteca civica “Domenico Inzaghi” di Budrio, città natale dell’artista, e da numerose collezioni private.

L’ombra della croce

L’ombra della croce


La Lettura (Corriere della Sera 13 Novembre 2011)


La Lettura

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La Lettura è stata una rivista mensile illustrata del “Corriere della Sera” pubblicata senza interruzioni dal 1901 al 1945.

Anno V – Annata completa

Oggi con il Corriere della Sera, un inserto dal nome evocativo, importante, per il quotidiano stesso: La Lettura. Per me una gioia, perché mi ricorda il grande periodico che il Corriere pubblicava, proprio con lo stesso nome agli inizi del Novecento e del quale custodisco numerosi numeri. L’annata completa del V anno e tanti altri numeri fino al 30, illustrati dai più importanti disegnatori dell’epoca: Dudovich, Sepo, Sacchetti, Bemporad, Rubino, Finozzi, Anichini e Brunelleschi….
Storia:
Quando nasce è un tipo di pubblicazione del tutto nuovo per l’Italia, perché mescola le caratteristiche della rivista colta e di quella popolare. Probabilmente Luigi Albertini, che la fonda, aveva preso l’idea dai magazines allora diffusi nel mondo anglosassone. Pochi anni prima il “Corriere” aveva varato, con enorme successo, “La Domenica del Corriere“, ora tende ad un pubblico più alto: le famiglie della buona borghesia, ma anche gli intellettuali, che la considerano una decorosa lettura d’evasione. Renato Serra, per esempio, la cita in Le Letterecome “magazine da ferrovia”, cioè da leggere per passatempo in treno. A dirigerla viene chiamato il suocero di Albertini e uno degli scrittori più amati all’epoca, il drammaturgo Giuseppe Giacosa; e sulle pagine della rivista, nell’arco di mezzo secolo, compaiono quasi tutte le firme più importanti della prima metà del Novecento: basti citare Giovanni Pascoli, Gabriele D’Annunzio, Giovanni Verga, Alberto Savinio, Carlo Emilio Gadda e Dino Buzzati. Luigi Pirandello, per esempio, vi pubblica il suo primo lavoro teatrale, l’atto unico Cecè[1], con due anni d’anticipo rispetto all’esordio sulle scene.
Nei primi anni del secolo la rivista, in accordo con la filosofia positivista, si propone come rivista di informazione scientifica a tutto tondo, chiamando a collaborare accademici e illustri studiosi. In un secondo tempo, quando la direzione passa a Renato Simoni (dal 1906) e poi aMario Ferrigni (dal 1923) diventerà più giornalistica e commerciale, ma sempre entro i limiti del decoro e di un discreto livello culturale. Uno scoop d’eccezione è la pubblicazione delle fotografie della battaglia di Liaoyang (guerra russo-giapponese, 1904) scattate da Luigi Barzini senior[2]: si tratta della prima documentazione fotografica in assoluto di un campo di battaglia. La novità fece esaurire i numeri della rivista in poche ore. Un’altra primizia è la pubblicazione cartacea della prima trasmissione della radio italiana, il radiodramma L’anello di Teodosio.
Un punto di forza fondamentale è costituito dall’illustrazione: gli articoli di informazione sono sempre corredati da fotografie e le novelle e i romanzi a puntate da disegni; dal 1906 poi anche la copertina viene illustrata a colori e riporta le firme degli illustratori più noti dell’epoca: daEnrico Sacchetti, che è in assoluto il più rappresentato, al prestigioso Marcello Dudovich, dal fiabesco Umberto Brunelleschi al caricaturaleSergio Tofano (alias «Sto»)
Per visualizzare tutti i numeri: