Sergio Givone: il bello e il brutto – Rai Arte e il Bello nella Filosofia – RD2018


#RD2018

ENTUSIASMO…FERITA AL CUORE

La dove c’è Bellezza c’é generazione dell’ Eterno

http://www.arte.rai.it/articoli/sergio-givone-il-bello-e-il-brutto/22628/default.aspx

Sergio Givone ci parla di bellezza: cosa intendiamo con bellezza, da dove vengono ispirazione e creatività, qual è il rapporto tra il bello e il brutto… Un’intervista su un concetto che utilizziamo quotidianamente – e che ricerchiamo nella nostra vita – dai confini incredibilmente incerti. L’intervista è divisa in diverse unità, ognuna della quali si concentra su un aspetto peculiare della bellezza. Questo brano in particolare è dedicato al rapporto tra bellezza e bruttezza.

Sui temi dell’arte e della bellezza Sergio Givone è stato ospite degli incontri organizzati nel 2013 dal Cortile dei Gentili, un progetto promosso da mons. Gianfranco Ravasi dove si affrontano i grandi temi dell’umanità cercando un confronto tra credenti e non credenti.

ODDIO LE PAROLE SU MISURA


Aforismi di kolonistuga

Il percorso di ricerca, ad una conoscenza, che porta ad una dimensione iniziatica superiore, che fa incontrare il proprio maestro interiore, un essere spirituale che ha sempre fatto parte di noi, non passa attraverso nessuna dottrina, nessuna corrente, nessun artificio collettivo….

Io dormo, ma il mio cuore è sveglio

LA NUBE DELLA NON CONOSCENZA


LA NUBE DELLA #NONCONOSCENZA

#Anonimo

The Cloud of #Unknowing (anonimo)

Link al libro

Bibliografia: Mistica

Google books


MI STUPISCO DI ESSERE LIETO
«Vengo non so da dove, sono non so chi, muoio non so quando, vado non so dove, mi stupisco di essere lieto».
Per me questo detto è bellissimo, e se devo dirvi dove mi pare la vita mi stia conducendo, è esattamente in questa direzione, verso la “letizia della non conoscenza”, la “nube della non conoscenza” che è un famoso trattato mistico medioevale del XIII secolo, ambito inglese, autore anonimo. C’è una letizia della non conoscenza, o se volete, “dotta ignoranza”, perché il detto non è ignorante, dice “non so” ma “sa che cosa non sa”. Chi lo ha composto conosceva bene le questioni fondamentali dell’esistenza». #VitoMancuso


DISTOGLIERE LO SGUARDO


DISTOGLIERE LO SGUARDO 

Una delle circostanze più spiacevoli ed umilianti che possono travolgere il genere umano e l’individuo tutto, nella sua integrità di persona è quella di incolpare l’altro da sé, il qualcuno d’altro, della propria incapacità di scelta! Non impossibilità, ma incapacità di sapersi semplicemente…spostare…Distogliere lo sguardo, e quando si sa fare, poi, si ha sempre un sorriso luminoso e contagioso!

@kolonistuga

vedi:


http://www.simonarinaldi-kolonistuga.it/post/86330878944/fili-derba-odorose-infestanti

Provo una soddisfazione liberatoria e curativa allo stesso tempo, nell’estirpare con le mani le infestanti dal giardino….foglia larga e stretta, foglie di magnolia, rametti secchi, segni, dai viaggi delle tortore. Una specie di pellegrinaggio, china a terra, e penso: finiranno queste maledette!? Poi guardo l’estensione del prato e non posso che rendermi conto della pia illusione. Mentre strappo penso di stare togliendo le questioni annose della vita, quelle che poprio non sembrano volersene andare. Tiro più forte e mi rimangono fili in mano, oppure mi sbilancio e cado all’indietro. Allora rido e mi dico: e vabbè, però un po’; ti ho tolto maledetta!;e vedo visi sbiaditi di ricordi amari; poi all’improvviso il leggero fastidio che mi si era stampato sui tratti del viso, (ricordo e beffa), si trasforma in piacere, che mi socchiude gli occhi. Vedo che la mano sporca è pervasa da un profumo di erba dai sentori del sogno…e allora…. Rimango immobile un istante eterno perchè ho appena capito di avere scoperto un tesoro! @kolonistuga

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Cara Sue – Emily Dickinson


Emily Dickinson

Cara Sue –

Una Promessa è più salda di una Speranza, anche se non è reputata così tanto – La Speranza non ha mai conosciuto Orizzonte – Lo Sgomento è la prima mano che ci viene tesa – Il primo velame della Disperazione non dev’essere lasciato durare – Perché serrerebbe lo Spirito, e nessuna intercessione potrebbe darsi – L’Intimità col Mistero, dopo un lungo Intervallo, ne usurperà il posto – Muovendosi nel Buio come Navi Cariche nella Notte, anche se non c’è Rotta, c’è Immensità –

La vastità non può essere perduta – Non Gioia, ma un Destino È la Deità – La sua Scena, l’Infinito – Il cui Cancello del sapere era chiuso così bene Prima che il mio Fusto fosse in seme, Che nemmeno la spinta di un Presagio Poté creare un Varco in esso – Il Mondo che tu hai aperto Si chiude per te, Ma non solo, Noi tutti ti abbiamo seguito – Una fuga più lenta Verso le tue Distese di Splendore – La Tenda è all’erta, Ma le Truppe sono andate! (1)

Emily –

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L’impalcatura sorregge la casa finché la casa non è costruita, ed allora l’impalcatura cessa, e adeguata, diritta, la casa si sa reggere da sola e ormai più non ricorda l’augure o il falegname: tale preparazione ha la vita perfetta – un passato di tavole, di chiodi di lentezza – poi l’armatura cade proclamandola un’anima.

c. 1863-69 Emily Dickinson

L’altra morte (da L’Aleph)