Podcast _ MORGANA – Michela Murgia


Morgana

Di Michela Murgia e Chiara Tagliaferri

Il podcast Morgana
Nato nel 2018 sulla piattaforma Storielibere.fm, Morgana parla di libertà femminile e discriminazione di genere attraverso biografie femminili. Le due ideatrici scelgono il canale narrativo del podcast poiché mirano a prestare la propria voce a donne considerate scomode in un’atmosfera intima. Il podcast è, infatti, pensato per essere la casa di donne controcorrente che, come la Morgana del ciclo arturiano da cui il podcast prende il nome, sono un po’ fate ma soprattutto streghe: hanno scelto sé stesse, di vivere secondo le proprie regole e di non sottomettersi ai limiti e ai ruoli imposti loro. Lo scopo del podcast è duplice: fornire una chiave che apra la “gabbia” in cui si trovano molte donne e denunciare la discriminazione di genere, abbattendone gli stereotipi. Scardina, puntata dopo puntata, la “sindrome di Ginger Rogers” (quella per cui tutti si aspettano che le donne sappiano fare le stesse cose di un uomo ma all’indietro e sui tacchi).

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Murgia scrive nel 2018 il pamphlet politico Istruzioni per diventare fascisti (Einaudi), poi tradotto in cinque lingue e divenuto spettacolo teatrale. Nello stesso anno porta in scena anche Dove sono le donne, sull’assenza di rappresentanza del genere femminile nella politica, nella magistratura, nella cultura. Sempre del 2018 è L’inferno è una buona memoria, che riporta suggestioni da “Le nebbie di Avalon”, di Marion Zimmer Bradley. E’ forse da qui che si inizia a intravedere la passione e l’interesse dell’autrice per la maga sorellastra di Artù e per tutte le altre donne controcorrente, che diventano protagoniste del suo podcast, come già accennato scritto e co-condotto con Chiara Tagliaferri. E infatti, nel 2019 le due pubblicano per Mondadori Morgana, storie di ragazze che tua madre non approverebbe e nel 2021 Morgana. L’uomo ricco sono io.

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La becera reazione di Morelli, semplicemente incalzato a dare risposte al suo portare avanti istanze di una psicologia spicciola, che cerca di zittire con gli strumenti tipici di tutti gli omuncoli (o donnette)…

Articolo Jennifer Guerra

Questa cosa accadeva sistematicamente a Murgia: lei parlava di un’ingiustizia o denunciava un problema e il fulcro del dibattito pubblico non erano l’ingiustizia o il problema, era lei. Successe con l’assurda polemica sulla parola “patria”, con le critiche al generale Figliuolo, col saluto romano alla parata del 2 giugno.

Questo accade solo a un’intellettuale, la cui grandezza si misura anche dal fastidio che dà.

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Il suo ultimo libro, Tre ciotole. Rituali per un anno di crisi, è molto bello e racconta la scoperta della malattia con un’intelligenza che si discosta totalmente dal pettegolezzo e dal narcisismo. Il suo denudamento non è mai cinico, ma sempre elevato, capace di sollevare questioni etiche e morali. Era una donna molto coraggiosa, che ha saputo perfino proporre un nuovo tipo di famiglia non basato sul sangue ma sulle affinità e sulla scelta. 

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Che cosa è il cibo? Cosa vuol dire Mangiare?


Cosa ti incuriosisce?

Massimo Montanari

Certo, mangiare è tutto ciò che la derivazione latina ci tramanda, ma non solo quello già nominato nella domanda: c’è di più e credo che sia quel di più che costituisce il più preciso significato del mangiare, ossia mangiare significa per chiunque: mordere, divorare (da mandere e manducus) e quindi incorporare e tutto ciò può essere fatto convivialmente oppure no, con piacere oppure no, come forma consolatoria oppure no.

Fatto sta, che mangiare significa – ripeto, inconsciamente per chiunque – l’atto del ‘metter dentro’, dell’incorporare (‘cibo’), cibo tra parentesi e tra virgolette perché cibo è tutto, e, di conseguenza, è il ‘permesso’ che ognuno (si) dà di entrare/far entrare dentro di sé.

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Che differenza c’è tra MANGIARE e NUTRIRSI?


Letture Interessanti – Aggiunte Luglio 2023


#Letture interessanti

Da dove cominciare con questi splendidi #saggi? #filosofia #religione #psicologia #linguaggio #antropologia #sociologia #booklovers #lettureconsigliate #libridaleggere #estate2023 #cicale Grazie @silviafixil


#Semantica, #Emozioni, #Conoscenza


  • Archivio di Stato di Bologna – Araldica
    L’Araldica: Scienza Storica, Documentaria e Simbolica link All’interno del ciclo di incontri di studio promossi per gli studenti della Scuola di archivistica, paleografia e diplomatica, l’Archivio di Stato di Bologna presenta il ciclo di #seminari… Altro
  • La Biblioteca delle Cose Sepolte – Radio 3 Suite Magazine
    La Biblioteca delle Cose Sepolte – Radio 3 Suite Magazine #ABOUTME “sιмσηα яιηαℓ∂ι — яιcεяcαтяιcε ∂σcυмεηтαℓιsтα ε вℓσggεя. cυяα ι ρяσgεттι: тαяαвαяαℓℓα (cσℓℓεzισηιsмσ), sтιяρε ∂ι тεяяα (sтσяια ℓσcαℓε) ε ιℓ тεмρσ cιяcσℓαяε (ℓεттεяαтυяα ε ғιℓσsσғια).”
  • Laboratorio di Etica – Il Negativo e le sue Forme
    Laboratorio di Etica – VIII Edizione – MAST Bologna Parteciperò al mio ottavo laboratorio, vedi altri post sul mio blog 🎙️ LABORATORIO DI ETICA – VIII EDIZIONEIL NEGATIVO E LE SUE FORMEdi e con @vito.mancuso… Altro
  • Massimo Montanari – Cucina Politica
    Cibo e Politia, Massimo Montanari
  • Il Salotto di Ulisse – Imperium il potere a Roma
    Imperium, il Potere a Roma 🏛️ Imperium: il potere a RomaUn viaggio nella storia politica e morale dell’antica Roma, per comprendere come il concetto di imperium — nato come potere etico e responsabile — si… Altro

Abitare la distanza – Pier Aldo Rovatti


Abitare la distanza

Abitare la distanza è la nostra condizione, caratterizzata dal paradosso: siamo dentro e fuori, vicini e lontani, abbiamo bisogno di un luogo, di una casa dove “stare”, ma poi, quando cerchiamo questo luogo, scopriamo il fuori, la distanza, l’alterità. Nello scenario del pensiero contemporaneo, l’autore interroga i filosofi che guardano in questa stessa direzione – Heidegger, Derrida, Lacan, ma anche Merleau-Ponty, Ricoeur, Bateson –, non solo descrivendo una condizione “impossibile” ma soprattutto indicando un modo, un atteggiamento, un “come” stare nel paradosso.

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Aut Aut

Testi

Il paiolo bucato

Possiamo addomesticare l’Altro

L’esercizio del silenzio


“Emanuele Coccia | L’io nella foresta | festivalfilosofia 2019”


Emanuele Coccia | L’io nella foresta | festivalfilosofia 2019

Le piante, sì. Foglie, fusti, radici, fiori. Le piante che inspirano ed espirano l’aria attorno, intanto rendendosene parte. Che “fanno mondo” immergendosi nel flusso del reale – e proprio in quell’immersione, Coccia argomenta, si trova la forma di mutuo rapporto più legittima, appropriata, consona alla realtà. Perché come le piante, noi anche siamo, esistiamo, respirando. Come loro, è respirando che ci rispettiamo l’un l’altro: mescolandoci, secondo sussulti di una continua osmosi che nondimeno preserva ciascuno lasciandogli margine di rimanere se stesso. Di questa solidarietà originaria, partecipazione a qualcosa di totalmente collettivo quanto assolutamente individuale, di questo principio (metafisico prima che esistenziale) mai davvero preso in considerazione dal pensiero occidentale, il libro racconta.

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La vita delle piante

Metafisica della mescolanza

L’io nella foresta

Abbiamo adorato dèi antropomorfi e fatto per millenni degli animali l’oggetto del nostro culto. Eppure la forza cosmogonica più importante sul nostro pianeta sono le piante: sono loro le nostre ultime divinità. Sono loro ad aver prodotto il mondo così come lo conosciamo e lo abitiamo. Sono loro a mantenerlo in vita. Attraverso la fotosintesi, hanno permesso di cambiare lo statuto della materia che ricopre la crosta terrestre, trasformandola in centro di accumulazione dell’energia solare. E soprattutto hanno trasformato irreversibilmente la nostra atmosfera. Non illudiamoci: lungi dall’essere un elemento qualunque del paesaggio terrestre, le piante cesellano e scolpiscono incessantemente il volto del nostro mondo.

La vita delle piante

Podcast Festival di filosofia

Libri


Similitudini – Natura


#similitudini #natura

Similitudini

Ma la cosa più importante di tutte è riuscire nelle metafore. È la sola cosa questa che non si può apprendere da altri, ed è segno di una naturale disposizione di ingegno; infatti il saper trovare belle metafore significa vedere e cogliere la somiglianza delle cose fra loro.

Cit.
Similitudini

Similitudini
Similitudini


Cuori Pensanti – Le Filosofe Guerriere


Cuori pensanti – Le Filosofe Guerriere

#filosofe #donne #pensatrici

Cuori pensanti, il nuovo pamphlet della filosofa, che ha insegnato Filosofia Morale all’Università Statale di Milano, pubblicato dalla milanese Chiarelettere, parla di Hannah Arendt, Simone Weil, Etty Hillesum, Edith Stein e Maria Zambrano, protagoniste di quel Novecento fecondo dal punto di vista culturale, ma caratterizzato dall’orrore della Storia. Stein e Hillesum sono morte ad Auschwitz. La prima aveva cinquant’anni, e da filosofa era diventata una monaca Carmelitana, la seconda ventinove, e il suo desiderio più grande era fare la scrittrice.

Articolo

Podcast di “Uomini e Profeti”

Maestre che insegnano a Pensare

“Il pensiero inizia quando un’esperienza di verità colpisce nel segno”

(da una lettera di Hannah Arendt a Mary McCarthy, Arendt-M. McCarthy, Tra amiche. Corrispondenza 1949-1975, Sellerio, Palermo 1990)

Laura Boella

A cosa “serve” la filosofia nel contesto attuale?

«È una finestra che si spalanca e dalla quale si guarda fuori, si immagina, si riaprono i giochi con sè stessi e con la realtà. Non la tratto come una disciplina, ma come la capacità di pensare, che appartiene a tutti, non solo ai filosofi. Se per filosofia intendiamo la capacità di pensare di cui tutti siamo dotati, allora possiamo pensare alle parole che usiamo, spingere lo sguardo oltre i numeri dei bollettini, ampliare la mente e il cuore. I filosofi dovrebbero fare questo: allargare mente e cuore».

Etty Hillesum, brani, antologie