La “Gazzetta di Bologna” diventa “Monitore di Bologna”. Dal 26 febbraio 1860 il giornale, di orientamento liberale e vicino allo schieramento progressista, sarà designato a pubblicare le deliberazioni ufficiali del governo.
Dal 1868 sarà diretto da Franco Mistrali (1833-1884), controverso protagonista del giornalismo bolognese, “uomo d’ingegno ma di dubbia fede”. L’ultimo numero uscirà il 30 giugno 1876, poi sarà assorbito dalla “Gazzetta dell’Emilia”.
“l’uomo esiste in quanto si relaziona con gli altri” Emmanuel Lévinas “L’Altro uomo non mi è indifferente, l’Altro uomo mi concerne, mi riguarda nei due sensi della parola “riguardare”. In francese si dice che “mi… Altro
“La porta che non chiede” Quello che sotto nasconde un campanello elaborato da me in chiave simbolica, con gli elementi delle piume e del nido a me da sempre congeniali…. Che meraviglia 🌿🪶 Hai trasformato… Altro
“Anish Kapoor. Untrue Unreal” La grande mostra di Kapoor a Palazzo StrozziIl percorso espositivo di Anish Kapoor. Untrue Unreal, aperto fino al 4 febbraio 2024, condurrà i visitatori attraverso opere storiche e recenti produzioni, invitando… Altro
Guarda “Carmelo Bene chiama Benigni – Lectura Dantis” su YouTube Archivio fotografico Paolo Ferrari Autobus 37 Trentasette anni dopo, il #bus n.37 domani torna in Stazione: #Tper trasporterà lo storico autobus in Piazza Medaglie d’Oro… Altro
Presentazione del libro di Giancarlo Gaeta, Leggere Simone Weil (Quodlibet, 2018). Intervengono con l’autore Guglielmo Forni Rosa, Maria Concetta Sala e Matteo Marchesini. Guida la conversazione Bruna Gambarelli. Curatore di gran parte delle edizioni italiane degli scritti di Simone Weil a cominciare dall’edizione integrale… Altro
Una riflessione sul futuro delle città, di fronte alle nuove sfide economiche, sociali, tecnologiche, ambientali: il cambiamento climatico, la digitalizzazione, le crescenti disuguaglianze sociali.
Ciclo di incontri in collaborazione con Fondazione Circolo dei lettori
Il ruolo delle città metropolitane per lo sviluppo economico è sempre più importante. Negli ultimi decenni una crescente quota di popolazione e di prodotto interno lordo è concentrata nei grandi agglomerati urbani. Qui ci sono le migliori università, i lavori a più forte contenuto tecnologico e le attività a più alto valore aggiunto. Sono agglomerati diversificati da un punto di vista economico, caratterizzati, in genere, da una forte eterogeneità sociale, culturale e di origine geografica della popolazione. Allo stesso tempo, questi agglomerati in continua gentrificazione soffrono anche di forti costi di congestione e hanno al proprio interno condizioni sociali molto diverse e spesso fortemente ineguali.
Un tema da affrontare per le grandi metropoli è proprio quello di conciliare crescita e concentrazione di risorse con costi elevati in termini di sostenibilità ambientale e tensioni sociali. Allo stesso tempo, altri agglomerati urbani, soprattutto di media dimensione, spesso a vocazione manifatturiera fortemente specializzata, non sempre riescono a tenere il passo dei principali poli metropolitani, a ritrovare un nuovo processo di sviluppo quando le attività in cui sono specializzati declinano. Questa, in parte, è la storia di Milano da un lato verso Torino e Genova. Il reddito pro capite di queste ultime dall’inizio del 2000 si è ridotto di circa 6 punti percentuali rispetto a quello milanese.
Questo ciclo di incontri è una riflessione sul futuro delle città, di fronte a nuove colossali sfide economiche, sociali, tecnologiche, ambientali: il cambiamento climatico, la digitalizzazione, le crescenti disuguaglianze sociali. È una riflessione sia sui poli metropolitani in crescita che su quelli in declino, riflessione resa ancora più urgente dalla pandemia da Covid-19, che ha modificato la geografia del lavoro e delle relazioni sociali, in modo forse permanente.
Gli incontri si svolgeranno tra gennaio e aprile 2021.
ALMA MATER STUDIORUM E ARCHIVIO DI STATO “La scuola di Bologna si compose per movimento proprio, sorse e grandeggiò privata”. Con queste parole Carducci celebrò la nascita dell’Alma Mater Studiorum, durante i festeggiamenti del suo… Altro
Antonio Tabucchi, nato a Pisa nel 1943, è stato docente di letteratura portoghese, scrittore, traduttore e giornalista, aveva esordito come scrittore nel 1975 con il romanzo Piazza Grande. Professore dell’ Università di Siena, ha insegnato… Altro
Originally posted on LUOGHI del Lario e oltre …: da l’Inno a Zeus, che sta al centro del primo canto intorno all’ara, nell’AGAMENNONE di Eschilo, nella traduzione di Emanuele Severino in Interpretazione e traduzione dell’Orestea di Eschilo, Rizzoli,…
Noi siamo un colloquio La relazione con gli altri Eugenio Borgna, il fiume della vita Fenomenologia Noi siamo un colloquio, diceva Hölderlin. Per Eugenio Borgna, rivolgere lo sguardo alle illusioni, ai sogni, alle attese e… Altro
Palazzo Albergati – Bologna Jago, Banksy, TvBoy e altre storie controcorrente Jago, Banksy e TvBoy hanno sovvertito le regole dell’arte, rifiutando di entrare a far parte di un sistema imbrigliato ed escludente; sono tre artisti… Altro
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Il primo livello per renderci conto di noi stessi è il sentire…il linguaggio del corpo è il modo in cui si struttura la nostra personalità(indole) e il nostro carattere(segno inciso)…
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Partendo dall’idea della pandemia da Coronavirus come sacrilegio verso il mondo animale e come peccato contro la terra possiamo notare come si sia creata, in modo spontaneo e a livello globale, una sorta di religione della natura, condivisa non solo dal pensiero laico ma anche e soprattutto dalle diverse religioni; che non hanno preso, durante la crisi, posizioni specifiche, né si sono spinte, come accadeva invece nelle pestilenze antiche, a promuovere riti collettivi o assemblee liturgiche che avrebbero compromesso le direttive del distanziamento sociale. Al contrario, i “templi” sono rimasti chiusi, seguendo i dettami della scienza. Ed ecco che la natura, offerta alla contemplazione umana mentre rifioriva nei mesi del lockdown, è rimasta, in qualche modo, l’unico tempio aperto. Il sentire collettivo di un’epoca, di un epos o di un dramma vissuti dall’umanità, non può essere descritto se non con un mito. Filelfo, un autore anonimo, ha scritto una fiaba contemporanea che attraverso, appunto, la costruzione di un mito raccoglie e racconta lo spirito del tempo sul rapporto tra gli uomini, gli animali e la terra. Si intitola L’assemblea degli animali ed esce proprio in questi giorni.
Nella prima puntata del nostro nuovo ciclo di Uomini e Profeti si racconterà in breve l’invenzione di Filelfo, ma non solo. La sua scrittura, apparentemente facile e divulgativa, è costruita su un minuzioso edificio di fonti letterarie, filosofiche e teologiche sulla natura, sugli animali, sull’anima del mondo.
«È vero senza menzogna, certo e verissimo, che ciò che è in basso è come ciò che è in alto e ciò che è in alto è come ciò che è in basso per fare i miracoli di una sola cosa. E poiché tutte le cose sono e provengono da una sola, per la mediazione di una, così tutte le cose sono nate da questa cosa unica mediante adattamento….”
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Antonio Tabucchi, nato a Pisa nel 1943, è stato docente di letteratura portoghese, scrittore, traduttore e giornalista, aveva esordito come scrittore nel 1975 con il romanzo Piazza Grande. Professore dell’ Università di Siena, ha insegnato… Altro
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Il concetto di Esperimento…e quindi di Laboratorio che accompagna le nostre Prove di Esistenza
“Capita alle persone veramente sapienti quello che capita alle spighe di grano: si levano e alzano la testa dritta e fiera finché sono vuote, ma quando sono piene di chicchi cominciano a umiliarsi e ad abbassare il capo“.
Oggi mi sento leggera, sono appagata da questo freddo intenso, ho fatto acquisti che mi hanno soddisfatta e “sottolineano” il mio “carattere”, riesco quindi ad essere meno provocatrice del solito;(oppure pesante). Solitamente per mè l’inizio… Altro
Come è possibile che una parola di 9 lettere venga scambiata per una di 10? Come è possibile che ci sia tanta superficialità e cosi poca professionalità? Come è possibile che accada in ambito medico?… Altro
10 Gennaio 1929Un OMAGGIO A TIN TINTintin e il suo terrier domestico Snowy, nacquero nel 1929 quando ad Hergé fu chiesto di creare un supplemento per ragazzi del quotidiano, Le Petit VingtièmeHergè inventò: lo stile… Altro