Storia – Il rumore del Tempo – Osip Mandel’Stam


Il Rumore del tempo

Il rumore del tempo

“La mia memoria non è amorevole, ma ostile e lavora non a riprodurre, ma a eliminare il passato. Il ‘raznocinec’ non sa che farsene della memoria, gli basta raccontare i libri che ha letto e la sua biografia è bell’e pronta. Là dove per le generazioni fortunate parla l’epos in esametri e in cronaca, là per me c’è il segno dello iato e tra me e il secolo c’è una frana, un fossato, pieno d’un tempo rumoreggiante…”


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Storia, Frammenti – La Donna di Gilles – Libri


La donna di gilles

#books #libri #frammenti

Madeleine Bourdouxhe


“Umberto Galimberti e Eugenio Borgna” Il Fiume della Vita


Il fiume della Vita

Eugenio Borgna

LEGGERE IL LIBRO CON L’INTELLIGENZA DEL CUORE

Tratto dal Video

Fotogramma dal video

Catturare l’indicibile attraverso il dicibile

Le neuroscienze prescindono dai significati


È cosi difficile dire la verità senza mentire (Hoffmannsthal)

Testi di Borgna

L’indicibile tenerezza Weil

Fenomenologia come indagine filosofica


Verità e Divenire – Oltre il Linguaggio – Emanuele Severino


SguardosuSeverino_Miligi_Torno_07.pdf

OLTRE IL LINGUAGGIO

EMANUELE SEVERINO

La verità agisce sul divenire, dominandolo, nel senso che gli impedisce di prevaricare, ne annienta la prevaricazione.

L’errore è la convinzione che ciò che non può essere sia.

EPISTÈME E DOXA

La Verità è annientamento

Paolo Ferrario

Incontro con Vito Mancuso – Biblioteca dell’Archiginnasio 28 ottobre 2017″ 


La differenza rilevante non passa tra credenti e non credenti, ma tra pensanti e non pensanti.

Norberto Bobbio

#vitomancuso “Il bisogno di #pensare”

Ebbene io vi chiedo: quale punto di appoggio avete per sollevare il vostro mondo dalle bassure dell’esistenza quotidiana? Oppure non ve ne curate? Oppure preferite stare bassi, rasoterra, a volte perfino strisciare, perché si fa meno fatica e non c’è pericolo di cadere?

“Il bisogno di pensare”

Coloro che non sono innamorati della bellezza, della giustizia e della sapienza sono incapaci di pensiero.

Hannah Arendt


Le Orme e Il Destino – Bencivenga-Bergonzoni-Borges-


Solo il pensiero, vede l’invisibile

Allora, quando c’era tutto il tempo, ci si chiese perché. E siccome c’era tutto il tempo, si provò a rispondere. Ma le risposte non cessavano di interrogarci; così molti si stancarono di cercare. Adesso il tempo è finito. Sono rimaste delle parole. Che forse non hanno più niente da dire.

<Il cordino>

“Quando ero piccolo avevo un grosso problema. Ogni tanto mi faceva male la testa o la gola, e fin qui niente di strano: non era piacevole, ma è una cosa che capita a tutti e, come si dice, mal comune… C’era anche, però, un male che non era affatto comune; anzi ce ne erano molti. Succedeva per esempio che mi facessero male i pantaloni, quando la mamma li metteva in lavatrice e quella specie di ventola che c’è li dentro li sbatteva di qua e di là. Mi faceva male la porta se il vento la chiudeva con un gran fracasso, mi faceva male il gatto se qualcuno gli tirava la coda e mi faceva male la sedia quando ci si sedeva su lo zio Pasquale, che pesa più di un quintale e a momenti la sfonda.
A un certo punto la mamma decise di portarmi dal dottore. Era un signore alto e tutto bianco, con degli occhiali così spessi che gli occhi neanche si vedevano. Mi fece sedere e sdraiare, mi tastò davanti e dietro, mi guardò con certi altri occhiali ancora più spessi e finalmente si schiarì la voce e cominciò a spiegare. Tutti quanti, disse, quando veniamo al mondo ci stacchiamo dal resto delle cose. Alcune cose rimangono nostre, come la testa e la gola, e altre cose – la maggior parte delle cose – no. Il gatto e i pantaloni e la sedia, per esempio, non sono nostri; o meglio sono nostri nel senso che ce li possiamo tenere e se un altro li vuole ce li deve chiedere, ma non nel senso che fanno parte di noi come la testa e la gola. Ecco questo è quello che capita a tutti, anzi a quasi tutti. Per motivi che nessuno comprende, ogni tanto nasce un bambino che non si stacca dal resto delle cose. Io ero un bambino così: un cordino invisibile ma molto resistente mi legava al gatto e alla sedia, e anche alla pastasciutta e alla luna. Per farmi diventare come gli altri bisognava tagliare il cordino.
Detto fatto, il dottore prese uno strumento invisibile ma molto resistente (che strumento fosse non lo so, perché non l’ho visto) e tagliò il cordino. Da allora va tutto bene. O forse dovrei dire: non va male. Non mi fanno più male i pantaloni quando la mamma li mette in lavatrice, o il gatto quando qualcuno gli tira la coda, o la porta quando il vento la sbatte con gran fracasso, e tutto sommato non mi dispiace di sentir male solo alla testa e alla gola. C’è qualcosa che mi dispiace però. Prima, quando i pantaloni uscivano dalla lavatrice e la mamma li stendeva al sole, sentivo tutto questo caldo che mi scorreva dentro come una tazza di cioccolata d’inverno. Poi la mamma li ritirava nell’armadio fresco e profumato di lavanda, ed era come addormentarsi nell’erba, sotto un albero, dopo un pranzo all’aperto e tante corse dietro il pallone. Per non parlare di quando il gatto si accoccolava sulla sedia: il suo pelo morbido contro il cuoio liscio e vellutato. O quando la mamma sfogliava un libro e senza accorgersene accarezzava le pagine. Quelle carezze non le sento più da quando se ne è andato il cordino.”
Pagg.29 e 31
Ermanno Bencivenga “La filosofia in trentadue favole” Arnoldo Mondadori Editore Prima Edizione Novembre 1991
Questo libro mi fu regalato per il mio compleanno nel 1992…allora disegnavo di notte…la dedica dice: “Alla persona, che con le sue belle mani, riesce a trattenere il sonno meglio di chiunque altro!”…ecco io il mio cordino c’è l’ho ancora e nessuno strumento invisibile è mai stato tanto resistente da riuscire a tagliarmelo…

<La scimmia dell’inchiostro>

Quest’animale abbonda nelle regioni settentrionali, è lungo quattro o cinque pollici, ed è dotato di un istinto curioso. Ha gli occhi come di cornalina e il pelo d’un nero lustro, serico, morbido come un cuscino. E’ amatissimo dall’inchiostro di Cina: quando uno scrive lui si siede con una mano sull’altra e le gambe incrociate, aspetta che quello abbia finito, e si beve il resto dell’inchiostro. Poi torna a sedersi accoccolato e resta tranquillo.
WANG TA-HAI(1791)
Jorge Luis Borges e Margarita Guerrero- Manuale di zoologia Fantastica Einaudi 1962

Un genio con il cordoncino

Nonna cara, un saluto, il cordino mi lega a te, ti stringo al cuore

La Maschera e il Sentimento – Domenico Porzio


La maschera e il sentimento
Ha dichiarato:
Non so perché dicono che io manchi di sentimenti
e che alla mia vita furono negate esperienze fondamentali.
Suppongo che si riferiscano all’amore.
Posso affermare che sono sempre vissuto innamorato.
Il primo amore (ideale ovviamente) della mia vita
fu un attrice. Andavo a vedere i suoi film due volte al giorno…
Ha anche scritto:
Scopro con un po’ di tristezza
che ho passato la vita pensando ad una o a un’altra donna.
Credetti di vedere paesi, città,
ma sempre c’era una donna che faceva da schermo
tra me e gli oggetti…
Altrove ha precisato:
Innamorarsi è produrre una mitologia privata
e fare dell’universo un’allusione all’unica persona indubitabile.
Da: Luna di Fronte, 1925
Né l’intimità della tua fronte chiara come una festa,
né l’abitudine del tuo corpo, ancora misterioso e tacito, e da
bambina,
né la successione della tua vita assumendo parole o silenzi
saranno favore tanto misterioso
come guardare il tuo sonno implicato
nella veglia delle mie braccia…
[Amorosa anticipazione]
da: Domenico Porzio
Jorge Luis Borges
Iconografia
Edizioni Studio Tesi
1992
pag.103
A volte credo che i buoni lettori siano cigni anche più tenebrosi e rari che i buoni autori.
[…]
Leggere, per intanto, è un attività successiva a quella di scrivere: più rassegnata, più civile, più intellettuale.
[Storia universale dell’infamia, traduzione italiana di Mario Pasi].
“Il cigno nella letteratura, è un ersatz della donna nuda… Chi adora il cigno desidera la bagnante…
Al pari di tutte le immagini dell’inconscio, l’immagine del cigno è ermafrodita. Il cigno è femminile nella sua contemplazione delle acque luminose, maschile nell’azione. Per l’inconscio l’azione è un atto. Per l’inconscio non c’è che un atto…Un’immagine che suggerisce un atto deve evolvere, nell’inconscio, dal femminile al maschile…
In mezzo al flutto ondeggiante
Del mare delle delizie,
Nel fragore sonoro
Di onde profumate,
Del palpito universale
Inabissarsi-nascondersi
In assoluta incoscienza-suprema voluttà!
Pagg.4748 Acque Chiare, Acque Primaverili, Acque Correnti da Psicanalisi delle Acque di Gaston Bachelard EQ

Il cigno di Mallarmé

Il verginale, il bello e il vivace presente
Con un colpo dell’ala ebbra ecco ci spezza
Il duro lago obliato chiuso dal trasparente
Ghiacciaio di quei voli che mai seppero altezza!
Un cigno d’altri giorni se stesso a ricordare
S’abbandona magnifico, ma ormai senza rimedio
Per non aver cantato la plaga ove migrare
Quando già dello sterile inverno splenda il tedio.
Questa bianca agonia inflitta nello spazio
Al collo che lo nega lo scuoterà di strazio,
Ma non l’orror del suolo dove sta prigioniero.
Forma che dona ai luoghi il suo candor di giglio,
Il Cigno senza moto nell’inutile esilio
Si veste del disprezzo d’un gelido pensiero.
George De Feure – Swan Lake1887