Simona Rinaldi
(kolonistuga La Rinny)
.."io, ora, stavo per morire? Poi riflettei che ogni cosa, a ognuno, accade precisamente ora. Secoli e secoli, e solo nel presente accadono i fatti; innumerevoli uomini nell'aria, sulla terra e sul mare, e tutto ciò che realmente accade, accade a me..." da "il giardino dei sentieri che si biforcano" J.L.B.
"Io sono io e la mia circostanza" Ortega y Gasset 1914 Meditazioni del Chisciotte
«Sono stata allevata in campagna, e ho
creduto tanto a lungo alla realtà di
certe visioni che io non ho sperimentato
ma che ho visto sperimentare intorno a
me che, ancora oggi, non saprei
davvero precisare dove finisce la realtà
e dove inizia l’allucinazione»
(George Sand)
Non so. E' vero, forse non potrò mai sapere, ma voglio sapere.
Lo voglio, e questo mi basta!"
Unamuno
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“Ma come il sublime viene suscitato assai facilmente dal crepuscolo e dalla notte, in cui le figure si unificato, così d’altra parte esso viene disperso dal giorno, che separa e distingue ogni cosa e deve venire anche annientato da ogni accrescimento di cultura” da La mia vita. Poesia e Verità (libro VI, Goethe)
Laboratorio di Etica – VIII Edizione – MAST Bologna Parteciperò al mio ottavo laboratorio, vedi altri post sul mio blog 🎙️ LABORATORIO DI ETICA – VIII EDIZIONEIL NEGATIVO E LE SUE FORMEdi e con @vito.mancuso… Altro
Imperium, il Potere a Roma 🏛️ Imperium: il potere a RomaUn viaggio nella storia politica e morale dell’antica Roma, per comprendere come il concetto di imperium — nato come potere etico e responsabile — si… Altro
Le Guerre e la Pace – Biennale di Venezia Le guerre e la paceSi comincia con Le guerre e la pace, un incontro dedicato al tema del conflitto nel pensiero europeo. Giovedì 6 novembre alle… Altro
ALMA MATER STUDIORUM E ARCHIVIO DI STATO “La scuola di Bologna si compose per movimento proprio, sorse e grandeggiò privata”. Con queste parole Carducci celebrò la nascita dell’Alma Mater Studiorum, durante i festeggiamenti del suo… Altro
Antonio Tabucchi, nato a Pisa nel 1943, è stato docente di letteratura portoghese, scrittore, traduttore e giornalista, aveva esordito come scrittore nel 1975 con il romanzo Piazza Grande. Professore dell’ Università di Siena, ha insegnato… Altro
Originally posted on LUOGHI del Lario e oltre …: da l’Inno a Zeus, che sta al centro del primo canto intorno all’ara, nell’AGAMENNONE di Eschilo, nella traduzione di Emanuele Severino in Interpretazione e traduzione dell’Orestea di Eschilo, Rizzoli,…
Noi siamo un colloquio La relazione con gli altri Eugenio Borgna, il fiume della vita Fenomenologia Noi siamo un colloquio, diceva Hölderlin. Per Eugenio Borgna, rivolgere lo sguardo alle illusioni, ai sogni, alle attese e… Altro
Palazzo Albergati – Bologna Jago, Banksy, TvBoy e altre storie controcorrente Jago, Banksy e TvBoy hanno sovvertito le regole dell’arte, rifiutando di entrare a far parte di un sistema imbrigliato ed escludente; sono tre artisti… Altro
Autore di opere entrate nell’immaginario collettivo grazie alla capacità di unire cultura alta e popolare, dai raffinati riferimenti alla storia dell’arte alle citazioni del mondo del consumismo, Jeff Koons trova nell’idea di “lucentezza” (shine) un principio chiave delle sue innovative sculture e installazioni che mirano a mettere in discussione il nostro rapporto con la realtà ma anche il concetto stesso di opera d’arte. Le opere dell’artista americano pongono lo spettatore davanti a uno specchio in cui riflettersi e lo collocano al centro dell’ambiente che lo circonda. Come afferma lo stesso Koons: “Il lavoro dell’artista consiste in un gesto con l’obiettivo di mostrare alle persone qual è il loro potenziale. Non si tratta di creare un oggetto o un’immagine; tutto avviene nella relazione con lo spettatore. È qui che avviene l’arte”.
“l’uomo esiste in quanto si relaziona con gli altri” Emmanuel Lévinas “L’Altro uomo non mi è indifferente, l’Altro uomo mi concerne, mi riguarda nei due sensi della parola “riguardare”. In francese si dice che “mi… Altro
“La porta che non chiede” Quello che sotto nasconde un campanello elaborato da me in chiave simbolica, con gli elementi delle piume e del nido a me da sempre congeniali…. Che meraviglia 🌿🪶 Hai trasformato… Altro
“Anish Kapoor. Untrue Unreal” La grande mostra di Kapoor a Palazzo StrozziIl percorso espositivo di Anish Kapoor. Untrue Unreal, aperto fino al 4 febbraio 2024, condurrà i visitatori attraverso opere storiche e recenti produzioni, invitando… Altro
Guarda “Carmelo Bene chiama Benigni – Lectura Dantis” su YouTube Archivio fotografico Paolo Ferrari Autobus 37 Trentasette anni dopo, il #bus n.37 domani torna in Stazione: #Tper trasporterà lo storico autobus in Piazza Medaglie d’Oro… Altro
Presentazione del libro di Giancarlo Gaeta, Leggere Simone Weil (Quodlibet, 2018). Intervengono con l’autore Guglielmo Forni Rosa, Maria Concetta Sala e Matteo Marchesini. Guida la conversazione Bruna Gambarelli. Curatore di gran parte delle edizioni italiane degli scritti di Simone Weil a cominciare dall’edizione integrale… Altro
«Due cose riempiono l’animo di ammirazione e venerazione sempre nuova e crescente, quanto più spesso e più a lungo la riflessione si occupa di esse: il cielo stellato sopra di me, e la legge morale dentro di me.» (Epitaffio di I. Kant, estratto dalla Critica della ragion pratica, Conclusione (Akademie Ausgabe V, 161.)
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Secondo Fabietti, l’antropologia non si esaurisce nell’etnografia, ossia nella descrizione di saperi locali attraverso ricerche sul campo, per quanto raffinate. Essa è piuttosto un movimento orizzontale che attraversa le culture per metterle in relazione tra loro, in quanto la cultura stessa è, intrinsecamente, comparativa.
Questa comparazione tra culture differenti alla ricerca di un filo che le metta in relazione non è svolta dall’alto, da un presunto luogo atemporale e sovrastorico, ma coinvolge i suoi stessi presupposti, producendo un discorso sempre in grado di mettersi in discussione.
Inoltre, e soprattutto, questa antropologia è contemporanea perché si è aperta a quelli che Fabietti ha chiamato «nuovi panorami etnici»: oggetto di indagine non sono più solo le società primitive, tribali, pre-letterarie e pre-moderne, ma tutte le società possono essere attraversate dal movimento della comparazione, per trasformare l’alterità in differenza.
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L’Accademia delle Scienze di Bologna riapre le attività in presenza con un ciclo di sette incontri (14 ottobre – 23 novembre 2021) dal titolo “Confini”. Una riflessione a più voci sulla grande trasformazione del nostro presente che prende le mosse dal tema dei confini, linee che delimitano un territorio rispetto a un altro, rigorose quando si tratta di frontiere fra Stato e Stato, ma incerte, mutevoli o immaginarie quando riguardano situazioni economiche, sociali, civili, personali. Lucio Caracciolo, Gustavo Zagrebelsky, Carlo Trigilia, Pierluigi Viale, Marco Revelli, Aldo Schiavone, Piero Ignazi sono gli studiosi che racconteranno i nuovi e i vecchi confini nel mondo globalizzato e pandemico intrecciando geopolitica, partiti, populismi, economia, medicina, condizione umana.
«In una cartolina gettata da un “trasporto” ad Auschwitz, fortunosamente salvata, leggiamo: “Apro a caso la Bibbia e trovo questo: “Il Signore è il mio alto ricetto”. Sono seduta sul mio zaino nel mezzo di un affollato vagone merci \[…\] La partenza è giunta piuttosto inaspettata, malgrado tutto. \[…\] Abbiamo lasciato il campo cantando, papà e mamma sono molto forti e calmi, e così Mischa. Viaggeremo per tre giorni. Grazie per tutte le vostre buone cure. \[…\] Arrivederci da noi quattro”»: Zagrebelsky cita Etty Hillesum, scrittrice ebrea olandese vittima dell’Olocausto nazista nel lager di Auschwitz a soli 29 anni. È morta probabilmente cantando, con quella letizia tutt’altro che frivola che contraddistingue la storia di questa incredibile testimone del Novecento: «Tutti questi sono certamente “segni”. Riceverli o respingerli è un fatto personale. Chi sì, e chi no. Chi avrà la fortuna, o la grazia, di dire sì avrà sconfitto la tristitia con un sovrappiù di laetitia fino al momento estremo della vita», conclude un ‘misterioso’, tormentato ma comunque colpito Gustavo Zagrebelsky.
Laboratorio di Etica – VIII Edizione – MAST Bologna Parteciperò al mio ottavo laboratorio, vedi altri post sul mio blog 🎙️ LABORATORIO DI ETICA – VIII EDIZIONEIL NEGATIVO E LE SUE FORMEdi e con @vito.mancuso… Altro
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Le Guerre e la Pace – Biennale di Venezia Le guerre e la paceSi comincia con Le guerre e la pace, un incontro dedicato al tema del conflitto nel pensiero europeo. Giovedì 6 novembre alle… Altro
Lei apre la sua autobiografia con una citazione da Marco Aurelio che esorta a «scavare dentro». E recentemente ha scritto un libro su Antonino Pio e Marco Aurelio. Vede nell’imperatore filosofo un padre spirituale?
Marco Aurelio è stato il pensatore più grande della romanità, assieme ad Epitteto: il primo un imperatore, il secondo uno schiavo, poi liberato. Fa riflettere…
Nell’autobiografia lei ricorre sovente al principio dell’«antinomia ben temperata» (a cui ha dedicato anche un recente libro) come guida alla vita saggia. In questa prospettiva, la rivalità tra archeologi può essere considerato uno sprone?
Senza lotta non sarei stato quello che sono stato. Crea la tensione giusta. Devo quindi anche ringraziare Filippo Coarelli, mio compagno di università e ora mio ostinato avversario. Avrei adorato essere amico suo, lo vorrei anche adesso, ma c’è anche una prevenzione sociale, lui non mi ha mai perdonato la dimensione di privilegio nel quale ho mosso i primi passi. A volte il pregiudizio è in senso contrario…
Un rapporto perenne. Io sono spaventosamente curioso, la curiosità è la mia ossessione, mi metterei anche a indagare sulla mia morte. Pensi che bello sarebbe capire il trapasso! La curiosità in me è fondante, è pulsione indagatrice che nasce dal corpo, quindi dalla materia, e giunge alla conoscenza. A un incontro recente con una giovane archeologa sulla Villa di Pompeo ad Albano, ad esempio, ho provato l’entusiasmo del mio primo scavo.
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