Alberto Caraco "Breviario del Caos" Adelphi


Alberto Caraco “Breviario del Caos” Adelphi 

“Gli uomini sono al tempo stesso liberi e legati, più liberi di quanto non desiderino, più legati di quanto non avvertano, giacché la massa dei mortali è fatta di sonnambuli, e all’ordine non conviene mai che escano dal sonno, perchè diventerebbero ingovernabili. 
L’ordine non è amico degli uomini, esso si limita a tiranneggiarli, di rado a incivilirli, ancor più di rado a umanizzarli. Poichè l’ordine non è infallibile, spetta alla guerra riparare un giorno ai suoi errori, e poichè l’ordine continua a moltiplicarsi, noi andiamo verso la guerra, la guerra e il futuro sembrano inscindibili. Questa è l’unica certezza: la morte è, in definitiva, il senso di ogni cosa, e l’uomo è una cosa difronte alla morte, i popoli lo sanno anch’essi, la Storia è una passione e le sue vittime una moltitudine, il mondo che la abitano è l’Inferno temperato dal nulla, dove l’uomo, che rifiuta di conoscere se stesso, preferisce immolarsi come le specie animali troppo numerose, immolarsi come gli sciami di cavallette e gli eserciti di ratti, pensando che sia più sublime perire, perire innumerevoli, piuttosto che ripensare finalmente il mondo che egli abita.” pag.13

I Dioscuri – De Chirico


Passepartout 21022010 L’Accademia dei Lincei


Questa puntata di Passepartout è dedicata all’Accademia dei Lincei, la prima accademia scientifica d’Europa, fondata nel 1603 dallo scienziato e naturalista Federico Cesi con tre suoi amici. Dopo l’ingresso di Galileo Galilei nel 1611, l’Accademia svolse una funzione importantissima nel dibattito scientifico di quegli anni e di quelli successivi. Tuttora ricopre un ruolo fondamentale nella vita intellettuale italiana e non solo. Philippe Daverio ne parla con l’attuale presidente prof. Lamberto Maffei.
Dopo un lungo peregrinare per varie sedi, con l’Unità d’Italia l’Accademia trovò una sua collocazione stabile, sempre a Roma, ma in un’area della città molto importante. Durante il periodo rinascimentale questa zona era al centro di profonde opere di riassetto urbanistico, come la costruzione di Ponte Sisto. Sulle due sponde del Tevere gravitavano le due arterie che scorrevano parallele lungo il fiume: via Giulia e via della Lungara. Su via della Lungara, un nipote di Sisto IV, Raffaele Riario si regalò una sorta di villa di campagna che sorgeva accanto ad un altra nuova costruzione, Villa Farnesina di Agostino Chigi. Proprio in questi due prestigiosi edifici si collocano le attività dell’Accademia dei Lincei.
Si comincia da Palazzo Riario, divenuto in seguito Palazzo Corsini dopo una rielaborazione settecentesca da parte dell’architetto Ferdinando Fuga operata sull’impianto originale rinascimentale. L’intervento del Fuga è ben visibile nelle sale del primo piano che ospitano la Biblioteca dell’Accademia, un’eredità della Biblioteca Corsiniana fondata dal cardinale Neri Corsini nel 1754 e donata poi allo stato italiano nel 1883. Il secondo piano è costituito da un’infilata di magnifiche sale dove si svolge gran parte dell’attività dell’Accademia.
Si passa poi a Villa Farnesina, attualmente sede di rappresentanza dell’Accademia, realizzata da Baldassarre Peruzzi per conto del ricco banchiere senese Agostino Chigi tra il 1508 e il 1511. Agostino Chigi era una figura del tutto particolare e di grande interesse, una sorta di piccolo borghese che divenne un uomo di potere non attraverso le strutture ecclesiali secondo le consuetudini di quei tempi, ma grazie ad una non comune abilità finanziaria e un’indubbia furbizia politica. Era anche un uomo che aveva un forte interesse per il mondo culturale, capendo presto l’importanza di circondarsi della presenza e delle opere di grandi architetti e pittori. Si spiega così la ricchezza architettonica e decorativa della sua villa con i celeberrimi affreschi di Raffaello e della sua scuola, Sebastiano del Piombo e dello stesso Peruzzi. Basterà citare soltanto il celebre Trionfo di Galatea di Raffaello o il mirabolante effetto illusionistico creato da Peruzzi, uno dei primi esempi di prospettiva nella pittura, per dare il senso di quanta importanza rivestano questi cicli di affreschi nell’ambito della storia dell’arte rinascimentale.
Una storia dove si incrociavano e dialogavano cultura, arte, scienza, ricerca, economia, allo stesso modo di quelli che sono tuttora gli intenti, i valori, gli intendimenti dell’Accademia dei Lincei e di istituzioni simili.

Barry Lyndon – La metamorfosi di Barry


http://youtube.com/v/56K2-bZfG3s

« Non ci sono mai folle ad ascoltare un somaro che raglia da un pulpito, né mai viene acquistata la decima edizione del libro di uno stupido? Talvolta accade il contrario, così che lo stupido e il saggio, l’uomo buono e quello cattivo, sono a turno più o meno fortunati, e l’onestà è il “miglior modo di comportarsi”, o tutto il contrario, a seconda dei casi. »
(William Makepeace Thackeray)

Un’altra giovinezza – Parte finale


Il libro dell’Inquietudine di Bernardo Soares – Fernando Pessoa



“Le figure immaginarie hanno più spessore e verità di quelle reali. Il mio mondo immaginario è stato sempre per me l’unico mondo vero. Non ho mai avuto amori così reali, così pieni di verve, di sangue e di vita come l’amore vissuto con figure uscite da me stesso. Che peccato! Ne ho nostalgia perchè, come ogni amore, anche questi amori passano”…nota 198(367) Il Libro dell’inquietudine di Bernardo Soares – Fernando Pessoa
“Non ho fatto altro che sognare. Questo, e questo soltanto, è sempre stato il senso della mia vita. Non ho mai avuto altra preoccupazione vera se non la mia vita interiore. I più grandi dolori della mia vita sfumano, quando, aprendo la finestra che si affaccia sulla strada del mio sogno, e guardando il suo andamento, posso dimenticare me stesso”. 200(373) Il Libro dell’inquietudine di Bernardo Soares – Fernando Pessoa

Volando sopra le note di Pessoa
Sono convalescente in campagna
Nausea
Ho soprattutto sonno
Sono svenuto durante un brano della mia vita
Tutto quanto succede nel dove in cui viviamo, succede in noi. Tutto quanto cessa in ciò che vediamo, cessa in noi. Tutto ciò che è stato, se lo abbiamo visto quando era, quando se ne va è tolto da dentro di noi.

…..L’Inquietudine di stare qui, la nostalgia di un altra cosa che non si è conosciuta.
Ciò che abbiamo sentito è ciò che abbiamo vissuto.

La vita è per noi ciò che immaginiamo di essa.

Uno stato d’animo è un paesaggio;

Cìò che vediamo non è ciò che vediamo, ma ciò che siamo.

Il tedio è la mancanza di una mitologia,
della capacità di un illusione.

ASPETTO DUNQUE AFFACCIATO AL PONTE

Ti conosco dal 1992, ti ho visto a Lisbona nel 1998, ricordo la Piazza del Rossio,
Elephant Man e il lustra scarpe,
ti ho letto e riletto, tra decine di appunti
fogli sparsi, passando tra i labirinti di Borges, le intuizioni di Croce, lo spazio e la coscienza di Bergson, i giardini di Kawabata, le lezioni di Calvino, e la scimmietta di Strauss…Valery c’era!
Ho trovato i frammanti, di ciò che lessi
sparsi nel Tago, Lisbona
luce giallastra, fiume dai due sessi;
Io che ho amato salire al Castello di Sao Jorge, dall’Alfama,
con l’odore dell’arringa che mi spingeva
e la coda del Pavone
Guardiano che mi accarezzava e custodiva
pensando a Murakami e
la saudade e la passione mistica
del sublime visionario Hieronymus Bosh,
dall’alto del Barrio!



In Viaggio


Sono sempre in viaggio,
su di un treno.
Guardo fuori dal finestrino,
il mondo mi viene incontro.
Si ferma alle stazioni, 
il posto accanto al mio è libero
e si siede sempre qualcuno!
Fino alla prossima fermata,
magari scendo,
e mi fermo per un po
poi aspetto un altro treno e riparto
e mi allontano dal mondo!
Il posto vicino al mio
rimarrà sempre libero
e non mi fermerò mai
per sempre, 
gli altri scenderanno
ma io non li seguirò!
Un viaggio, non finirà mai!