Il Lavoro non nobilita l’uomo


La Vita Giusta

Io penso…..

Una vita giusta

Non il lavoro mi nobilita, ma il modo in cui guardo il mondo e scelgo ogni giorno di essere.

Mi muove la sete di sapere, la bellezza di condividere un pensiero, il desiderio antico di comprendere cosa lasciare di buono dietro di me.

Non sono le ore spese a definirmi, ma le domande che custodisco, la gentilezza che scelgo anche nella tempesta, la coerenza che cerco, anche inciampando.

Porto le ferite come mappe, dolori che si sono fatti preghiera, rabbie che ho tentato di trasformare in fuoco giusto, che scalda e non distrugge.

Credo nella gratitudine che resiste al disincanto, nella giustizia che comincia dai piccoli gesti, nella libertà che nasce dall’etica.

Cammino non per arrivare, ma per essere. Per lasciare un segno che sia fertile, non clamore ma seme.

In un mondo che corre, scelgo la presenza. Nel rumore, il silenzio. Nel cinismo, il cuore.

Questa è la mia rivoluzione. Una vita giusta. Fatta di verità, di responsabilità, di meraviglia possibile.

Non credo che il lavoro nobiliti l’uomo.
Lo rispetto come strumento, come mezzo per accedere a contesti, relazioni e possibilità che mi consentano di conoscere meglio me stessa e ciò che mi circonda. Ma non lo idolatro.
Non definisce il mio valore.
Non è il mio nome.

A nobilitare la mia vita sono altri semi:
la conoscenza, la ricerca del sapere,
la condivisione profonda,
il miglioramento etico e spirituale,
il tentativo quotidiano – anche fragile – di capire come lasciare qualcosa di buono nel mio passaggio.

Credo nella gratitudine.
Non quella cieca o ingenua, ma quella che nasce dal riconoscere la grazia di esserci, anche quando la vita si mostra dura, ingiusta, spietata.
Anche con le ferite, le delusioni, la rabbia che a volte morde l’anima.

Mi batto per una vita giusta.
Per uno stare al mondo che abbia senso, che sia dignitoso, che includa l’altro, anche il diverso, anche l’invisibile.
La mia esistenza non vuole essere un monologo, ma un dialogo: con la Terra, con gli altri, con ciò che ci trascende.

Non rincorro il successo.
Cerco la coerenza, la bellezza sobria, la lucidità compassionevole.
Cerco l’essere autentica, anche a costo della fatica.

Questa è la mia via.
Una via fatta di scelte coscienti, di presenza, e di profonda responsabilità verso la vita.

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Podcast _ MORGANA – Michela Murgia


Morgana

Di Michela Murgia e Chiara Tagliaferri

Il podcast Morgana
Nato nel 2018 sulla piattaforma Storielibere.fm, Morgana parla di libertà femminile e discriminazione di genere attraverso biografie femminili. Le due ideatrici scelgono il canale narrativo del podcast poiché mirano a prestare la propria voce a donne considerate scomode in un’atmosfera intima. Il podcast è, infatti, pensato per essere la casa di donne controcorrente che, come la Morgana del ciclo arturiano da cui il podcast prende il nome, sono un po’ fate ma soprattutto streghe: hanno scelto sé stesse, di vivere secondo le proprie regole e di non sottomettersi ai limiti e ai ruoli imposti loro. Lo scopo del podcast è duplice: fornire una chiave che apra la “gabbia” in cui si trovano molte donne e denunciare la discriminazione di genere, abbattendone gli stereotipi. Scardina, puntata dopo puntata, la “sindrome di Ginger Rogers” (quella per cui tutti si aspettano che le donne sappiano fare le stesse cose di un uomo ma all’indietro e sui tacchi).

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Murgia scrive nel 2018 il pamphlet politico Istruzioni per diventare fascisti (Einaudi), poi tradotto in cinque lingue e divenuto spettacolo teatrale. Nello stesso anno porta in scena anche Dove sono le donne, sull’assenza di rappresentanza del genere femminile nella politica, nella magistratura, nella cultura. Sempre del 2018 è L’inferno è una buona memoria, che riporta suggestioni da “Le nebbie di Avalon”, di Marion Zimmer Bradley. E’ forse da qui che si inizia a intravedere la passione e l’interesse dell’autrice per la maga sorellastra di Artù e per tutte le altre donne controcorrente, che diventano protagoniste del suo podcast, come già accennato scritto e co-condotto con Chiara Tagliaferri. E infatti, nel 2019 le due pubblicano per Mondadori Morgana, storie di ragazze che tua madre non approverebbe e nel 2021 Morgana. L’uomo ricco sono io.

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La becera reazione di Morelli, semplicemente incalzato a dare risposte al suo portare avanti istanze di una psicologia spicciola, che cerca di zittire con gli strumenti tipici di tutti gli omuncoli (o donnette)…

Articolo Jennifer Guerra

Questa cosa accadeva sistematicamente a Murgia: lei parlava di un’ingiustizia o denunciava un problema e il fulcro del dibattito pubblico non erano l’ingiustizia o il problema, era lei. Successe con l’assurda polemica sulla parola “patria”, con le critiche al generale Figliuolo, col saluto romano alla parata del 2 giugno.

Questo accade solo a un’intellettuale, la cui grandezza si misura anche dal fastidio che dà.

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Il suo ultimo libro, Tre ciotole. Rituali per un anno di crisi, è molto bello e racconta la scoperta della malattia con un’intelligenza che si discosta totalmente dal pettegolezzo e dal narcisismo. Il suo denudamento non è mai cinico, ma sempre elevato, capace di sollevare questioni etiche e morali. Era una donna molto coraggiosa, che ha saputo perfino proporre un nuovo tipo di famiglia non basato sul sangue ma sulle affinità e sulla scelta. 

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Webinar – STORIA – Mito –


Ultimo post - Ragioni del mito

“EUGENIO BORGNA La cassetta degli attrezzi di un buon psichiatra” – Frequentare la Poesia


EUGENIO BORGNA

Noi siamo colloquio, Curare con la parola

 

FREQUENTARE LA POESIA 

Pantagruel – Smart Cities – Le strade delle città del futuro: le città intelligenti vs. imperi roaming


SMART CITIES

Pantagruel

Domenica 22 luglio cammineremo per le strade delle città intelligenti partendo dalla domanda: qual è l’idea architettonica e culturale di una città del futuro? Nel 2050 quasi il 70% della popolazione mondiale vivrà in metropoli o in megalopoli. Città intelligenti meglio conosciute come smart cities rappresentano forse il primo passo verso questo tipo di futuro che concepisce le strategie urbanistiche tese all’ottimizzazione e all’innovazione dei servizi pubblici attraverso le tecnologie. Non solo le dotazioni di infrastutture materiali della città dunque ma la disponibiltà, la qualità della comunicazione, della conoscenza e delle infrastrutture sociali diventano variabili fondamentali.

La sfida, per il futuro, è quindi quella di creare città intelligenti, smart cities, adattabili ai sempre nuovi scenari. Ci chiederemo come cambia il tessuto sociale di questo tipo di città assieme alle abitudini dei suoi cittadini. Viaggeremo inoltre per le strade delle città intelligenti di oggi: da Barcellona a Masdar negli Emirati Arabi Uniti.
Ospiti: Paolo Mezzalama, architetto, Francesca Bria, assessore innovazione presso il comune di Barcellona, Sandra Annunziata, urbanista, Azzurra Meringolo, giornalista Rai e docente e ricercatrice dell’Istituto Affari Internazionali, Matteo Tacconi, giornalista esperto di Europa centro-orientale.


Festival: Trent’anni di Fortezza, Laura Palmieri intervista Armando Punzo, fondatore della Compagnia della Fortezza
Supercontinent 2 Drodesera, il festival delle arti contemporanee di Centrale Fies, intervista al direttore artistico Dino Sommadossi
Le tavole del palcoscenico Racconti d’attore tra fame e fama – Carmelo Bene –
di Bruno Damini
L’albero di Pantagruel
intervento di Sista Bramini
I miei errori
, con il filosofo Giulio Giorello
La poesia: L’io singolare proprio mio
, di Patrizia Cavalli
Bellezza e bizzarria –
di Goffredo Fofi – Ciclone sulla Giamaica, film del 1956

https://www.qualcomm.com/solutions/internet-of-things/smart-cities

PAUL CLAUDEL – PRESENZA E PROFEZIA, Acqua e Specchio


PAUL CLAUDEL

In noi c’è qualcosa di misteriosamente ormeggiato, una dimora capace di servir di sostegno a quella di Dio….

PRESENZA E PROFEZIA, MISTICISMO PAUL CLAUDEL

zizek_versagung_claudel_ear.pdf

Nei nostri occhi è l’acqua che sogna.

Bachelard

IL TEMPO, JORGE LUIS BORGES

Link a Jorge Luis Borges il Tempo

Guarda “Louise Bourgeois – ‘I Transform Hate Into Love’ | TateShots” su YouTube


I DO I UNDO I REDO

Scott-Allure-Menace-Louise-Bourgeois

https://www.newyorker.com/culture/culture-desk/louise-bourgeois-was-more-than-a-sculptor