Carmelo Bene recita Dante dalla torre Asinelli – 2agosto


#AccaddeOggi 31 Luglio 1981 #2agosto

Dopo di lui, Alessandro Bergonzoni alla Repubblica delle Idee

https://youtu.be/HEEmQFl5e_w

“[…] la Madonna m’appariva beata, poi che devotamente io dicevo, rivolto a lei. Io le parlavo, ma non ero quel dire. La vedevo. Evocato, il miraggio sussisteva, finché di nuovo io immemore, seguitava il mio stesso discorso a dire, e la visione dileguar dentro il discorso, da che la mia preghiera l’aveva – ora intendo – estromessa.V’era (v’è) dunque, un apparir della voce che sempre si verifica se conferisci c o n, se parli a.

Quand’io incominciai a render vano
l’udire
mi diceva la voce, il mio interno cantar l’ascolto, e, ventilata da un’ala d’emicrania, la mia mente d’altrove profondava nel sud del Sud dei santi; ma depensata lieve mongolfiera in celeste balia sull’infinito del mare stanco […]”

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Carmelo Bene recita Dante dalla torre Asinelli

Il popolare attore e drammaturgo Carmelo Bene recita la Lectura Dantis dal terrazzo alla base della torre Asinelli, davanti a una grande folla assiepata lungo tutta la via Rizzoli. L’occasione è il primo anniversario della strage alla stazione, celebrato con quattro giorni di manifestazioni e convegni.

 

Sala Borsa di Bologna, Cronologia

 

 

 

 

 

Archiginnasio, Ai tempi della Balla Grossa, Mostra a Bologna


#mostra

Ai tempi della Balla Grossa.


Le imprese criminali di un’associazione di malfattori nella #Bologna postunitaria

L’esposizione, curata da Marcello Fini, racconta, attraverso fotografie, articoli di quotidiani, testi a stampa e litografie (tutti provenienti dalle raccolte dell’Archiginnasio), le imprese delittuose compiute da audaci gruppi di criminalità organizzata a #Bologna nei primi anni dopo l’Unità, nonché le vicende processuali che ne scaturirono. Centodieci imputati, ventitré capi d’accusa diversi, ma tutti riconducibili alla medesima organizzazione criminale e sei mesi ininterrotti di lavori: il processo contro l’“Associazione di malfattori”, – conosciuto come “Causa Lunga“- che si aprirà il 26 aprile 1864 nella sala d’Ercole del palazzo Comunale davanti alla Regia Corte di Assise del Tribunale di Bologna è considerato dagli storici come il primo istruito nell’Italia unita contro un’associazione malavitosa organizzata.

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Cenni Storici, Bibliografia utile

  

ARCHIVIO DI STATO – #BOLOGNA 2017 #1977


BOLOGNA 1977

Link eventi commemorativi al 1977 a Bologna

Articolo Repubblica

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Bologna Welcome

QUELLO CHE CI CAPITA, CI INDIVIDUA

Enrico Palandri

Sala Conferenze, 10 Marzo 2017

Champagne Molotov: Per una lettura retrospettiva di #sogni e #bisogni

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#ARCHIVIO DI STATO, #BIBLIOTECA NAZIONALE DELLE DONNE, ARCHIVIO MARCO PEZZI

 Creatore di #presentazioni

http://goo.gl/uVdzuX

Anne Sexton – LA ZAVORRA DELL’ETERNO – HER KIND


Organizzato da Libreria delle Donne di Bologna

Primo appuntamento della rassegna di poesia Her Kind

Bianca Tarozzi e Vita Fortunati ne parleranno con Cristina Gamberi
Letture di Valentina Pinza

Anne Sexton
LA ZAVORRA DELL’ETERNO
Crocetti editore, 2016

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Traduzione di Cristina Gamberi

Anne Sexton occupa un posto di rilievo nella letteratura americana come una delle voci poetiche più significative del Novecento (1928-74). Considerata una delle esponenti della confessional poetry, insieme a Robert Lowell e Sylvia Plath, Anne Sexton si impone immediatamente per la sua voce personale che con immediatezza, sofferenza e crudezza narra di vicende private. Il suo è un mondo poetico carico di pathos, di dolorosa incertezza, attraversato dall’ossessione per la morte e segnato dal deragliamento psicologico. La sua è una scrittura drammatica, dolente, alle volte venata dal black humor, altre volte intrisa di compiaciuta autocelebrazione. Ma la poesia di Sexton è anche il ritratto di un nuovo modo di essere donna, di una nuova soggettività femminile in un momento di passaggio tra vecchi e nuovi modelli nell’America dei primi anni ’60, imprigionata tra aspettative sociali irraggiungibili e desideri di libertà fino ad allora difficilmente confessabili.

Cristina Gamberi lavora presso il Dipartimento di Lingue, Letterature e Culture Moderne dell’Università di Bologna. Svolge le sue ricerche nell’ambito della scrittura femminile in lingua inglese, dell’educazione alle differenze e della violenza contro le donne.

Bianca Tarozzi è nata a Bologna e risiede a Venezia. Poetessa, saggista e traduttrice dall’inglese. Ha insegnato Letteratura anglo-americana presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia e l’Università di Verona. ‘Una luce sottile’ è il suo ultimo romanzo (Iacobelli, 2015).

Vita Fortunati è Professoressa Ordinaria di Letteratura Inglese presso la Facoltà di Lingue e Letterature Straniere dell’Università degli Studi di Bologna dove si è occupata di letteratura utopica, letterature comparate, critica femminista, neostoricismo e comparatismo fra le arti ed è stata coordinatrice del Master Erasmus Mundus – GEMMA – sugli Studi di Genere e delle Donne.

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Autrice

vedi link:

SUGGESTIONI DALL’INCONTRO:

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La Casa Grande dell’Ebreo, Famiglia Gubellini


Origini

#Oliveto, #Monteveglio #origini #Gubellini
Oliveto, importante località di Monteveglio, uno dei Comuni della provincia di Bologna posto sulle colline occidentali, ai confini con la provincia di Modena.
A Oliveto sono rimasti alcuni antichi monumenti: scarsi resti del castello dell’XI secolo, dell’oratorio di Santa Maria delle Grazie già esistente nell’anno mille e recentemente restaurato, il campanile-torre attaccato alla chiesa parrocchiale di San Paolo, priva di facciata, con l’ingresso laterale, nella quale è custodita la pala attribuita alla seicentesca pittrice bolognese Elisabetta Sirani, una grande costruzione medioevale chiamata la Casa Grande dell’Ebreo; sui muri è rimasta una vecchia e scheggiata lapide in terracotta, scritta in latino e non facilmente leggibile, che ha permesso di risalire al periodo in cui è stata edificata: nel 1410 da Salomon Mathasia. Essa fu sede della comunità ebraica e la prima banca di tutta la zona.

La madre di mia nonna materna, mia bisnonna, tale Celsa Gubellini ricorda la Casa Grande dell’Ebreo.
Gubellini, sepolti nel piccolo cimitero del Castello di Serravalle
FONTI

Ca’ Grande dell’Ebreo

L’imponente edificio è l’unica testimonianza della stabile presenza di ebrei in Appennino. Si tratta di un’imponente casa a forma di torrione, racchiusa un tempo all’interno delle mura del castello e databile tra la fine del Trecento ed i primi del Quattrocento. È stata restaurata nella seconda metà del secolo XIX, con una sostanziale salvaguardia dell’aspetto esterno, mentre l’interno (del quale quasi nulla rimaneva) è stato ristrutturato secondo le esigenze moderne. Sul paramento murario esterno si aprono o affiorano finestre o aperture di varie fogge e livelli, rivelatrici di una continuità abitativa certamente importante per la comunità olivetana. Una lapide murata sulla ‘facciata di ponente attribuisce ad un ebreo di nome Salomone (“Hec domus fecit facere Salomon Hebreus – 1410”) la costruzione di questa casa, che la tradizione considera collegata ad una fiorente attività bancaria esercitata ad Oliveto fino al secolo XV.

(fonte: “Le valli del Samoggia e del Lavino nella Storia. Itinerari luoghi personaggi” Edito dalla Comunità Montana Unione dei Comuni Valle del Samoggia 2007)

Valsamoggia

Pensieri sulla memoria:
http://www.uncommons.it/pagine/articolo.php?id=65