La conferenza ripercorre l’esplorazione del fenomeno artistico effettuata dalle neuroscienze negli ultimi decenni. L’opera d’arte attiva nei fruitori complessi effetti di organizzazione e riorganizzazione della memoria su cui agiscono in modo potente le emozioni. Lamberto Maffei (direttore Istituto di Neuroscienze CNR e Professore di Neurobiologia Scuola Normale Superiore di Pisa) si interroga su come un opera d’arte possa generare le interpretazioni più diverse a livello di corteccia cerebrale, analizzate tramite il suo corredo genico unico e la sua esperienza individuale. Maffei restituisce così una interpretazione più articolata dell’affascinante avventura dell’arte.
Il MAMbo prosegue nella programmazione espositiva della Project Room, dedicata a una ricognizione di protagonisti e vicende tra le più significative per la storia artistica del territorio, presentando un focus dedicato a Rosanna Chiessi, a cura di Lorenzo Balbi e organizzato in collaborazione con l’Archivio Storico Pari&Dispari – Rosanna Chiessi e Comune di Reggio Emilia Biblioteca Panizzi.
L’esposizione intende omaggiare, con rinnovata attenzione, una straordinaria protagonista dell’arte italiana ed internazionale, al cui nome si deve un impegno fondamentale per la conoscenza e la diffusione di alcune delle avanguardie più influenti del secondo Novecento: area concettuale italiana, poesia visiva, Azionismo Viennese, movimentiFluxus e Gutai, arte performativa. Il progetto consente dunque di riscoprirne l’intensa avventura – per la prima volta in un contesto museale dopo la sua scomparsa avvenuta nel 2016 – attraverso alcune delle testimonianze più rilevanti della sua attività che, negli anni Settanta, ha trasformato Reggio Emilia e Cavriago in crocevia di correnti artistiche di eccezionale rilievo.
Proiezione video Rosanna Chiessi, L’ULTIMA INTERVISTA, dagli esordi a Shimamoto
Orizzontalità e verticalità complementari, perché non possiamo amare il prossimo se non prendiamo energia da qualcosa che ci trascende, consentendoci di andare al di là del nostro interesse.
La bellezza regna sul mondo come una promessa di verità!
L’eterno femminile che ha ragione delle cose del mondo, che genera la vita, l’amministra, la governa, si può comandare anche con una carezza!
La leggenda
Secondo la tradizione popolare, la bella Lady Godiva prese le parti della popolazione di Coventry, che stava soffrendo per le tasse oppressive imposte da suo marito. Lady Godiva gli chiese più volte di toglierle, ma il marito rifiutò sempre.
Stanco delle sue suppliche, le disse che avrebbe dato ascolto alla sua richiesta solo se avesse cavalcato nuda nelle vie della città. Lady Godiva lo prese alla lettera e, dopo la pubblicazione del proclama dove si raccomandava a tutte le persone di mantenere chiuse porte e finestre, cavalcò in Coventry, coperta soltanto dai suoi lunghi capelli.
Soltanto una persona nella città, un sarto poi conosciuto come Peeping Tom, disobbedì al proclama.[8] Nella storia, Tom fece un foro in una persiana per poter vedere il passaggio di Godiva e rimase cieco. Alla fine, il marito di Godiva mantenne la sua parola e abolì le tasse onerose.[7]
Una versione ancora più antica della leggendaracconta che Godiva attraversò il mercato di Coventry da un’estremità all’altra, mentre la gente era riunita, scortata solo da due cavalieri.[9] Questa versione è fornita nella Flores Historiarum da Roger di Wendover, un collezionista di aneddoti (morto nel1236).
La storia successiva, quella con il relativo episodio che riguarda Peeping Tom, comparve per la prima volta nelle cronache attorno al XVII secolo. A quel tempo, i penitenti erano soliti fare una processione pubblica soltanto con un piccolo indumento bianco simile a un odierno slip, che era certamente considerato biancheria intima. Quindi, alcuni studiosi ipotizzano che Godiva abbia realmente attraversato la città, come una penitente. La storia di Godiva passò poi nel folklore popolare e venne romanzata.
C’è anche un’altra teoria secondo cui la “nudità” di Lady Godiva potrebbe invece riferirsi al fatto che cavalcò per le strade senza i suoi gioielli, segno distintivo della sua appartenenza alla nobiltà. Resta comunque forte il dubbio se la famosa cavalcata sia un fatto storicamente accaduto.
Come la storia di Peeping Tom, anche il particolare che solo i lunghi capelli di Godiva avessero nascosto la sua nudità sarebbe un’aggiunta successiva (confrontare la fiaba di Raperonzolo). Anche altri elementi della storia hanno alcuni elementi in comune con il mito, la leggenda e le fiabe. Ad esempio, la storia di Peeping Tom che diventa cieco richiama i motivi del mistero violato e della punizione dell’intruso presenti in miti come quello di Diana e Atteone.
…e ci lascia anche la Bourgeois…ma nei miei occhi rimarrà per sempre il suo gigantesco ragno, nella hall della Tate a Londra..dieci anni fa…le visioni rimangono a chi ti ha ammirata..grazie..
“..Lo sguardo però non è mai innocente: noi non vediamo solo con gli occhi, sia perché “in ogni percezione echeggia un pensiero”, sia perché l’occhio “è sempre antico, ossessionato dal proprio passato e dalle suggestioni vecchie e nuove, che gli vengono dall’orecchio, dal naso, dalla lingua, dalle dita, dal cuore e dal cervello”…”
La personale a lei dedicata alla Tate nel 2007, dopo che il suo Ragno aveva inaugurato nel 2000, l’apertura della Tate stessa: ed io lo vidi per sempre!
E’ scomparsa la scultrice francese Louise Bourgeois, una delle più grandi e significative figure del panorama artistico contemporaneo. Era nata a Parigi il giorno di Natale del 1911. Lo ha reso noto, “con profondo dolore” la Fondazione Emilio e Annabianca Vedova, proprio nel momento in cui si sta ultimando l’allestimento a Venezia della mostra di suoi inediti “Louise Bourgeois. The Fabric Works”.
“Tessere non significa soltanto predestinare (sul piano antropologico) e riunire insieme realtà diverse (sul piano cosmologico), ma anche creare, far uscire dalla propria sostanza, come fa il ragno costruendo da sé la propria tela”; così si esprime Mircea Eliade nel suo Trattato di storia delle religioni. Nell’immagine della ragnatela, ci sarebbe dunque – presso molti popoli – una compresenza di archetipi: la creazione, il ponte, il destino.
La ragnatela assume tuttavia anche significati più pragmatici seppure sempre legati alla perfetta architettura della sua realizzazione. Tra questi si ricorda la simbologia associata alla dialettica, basata sull’idea che le parole possano intrappolare l’interlocutore come il ragno la sua preda.
“Uno dei contributi più originali del simbolismo che scompagina l’ordine di ogni scansione disciplinare, scaturisce dall’incontro, nel 1864 di Baudelaire con Félicien Rops. Per il poeta, Rops disegnerà il frontespizio di Les Epaves, dove una donna vestita secondo i canoni del café chantant ha un teschio per testa con gran cappello e un corpo scheletrico. I due amici dialogano, riflettono sulla relazione che corre tra visibile e leggibile, Rops giunge a configurare un’immagine che sia riflesso del testo e non illustrazione banale d’esso.”
Nato a Lione il 28 marzo 1859, morto a Neully sur Seine il 27 giugno 1918. Si faceva chiamare Sâr Merodak, dal nome di un personaggio principale di una delle sue novelle, o Sâr Peladan. Sâr è una parola assira che signidfica Re. Personaggio eccentrico dell’epoca simbolista, poeta, scrittore, drammaturgo, fu amico di Stanislas de Guaita (con cui saltuariamente rompeva, per rivalità in questioni di donne) di Gabriele D’Annunzio, che era un suo estimatore, di Eric Satie, il musicista e compositore che scrisse la musica per i suoi drammi e fu il musicista ufficiale dell’Ordine Cabbalistico della Rosa+Croce, di Debussy, di Gerard Encausse (Papus). il personaggio più importante dell’esoterismo europeo della sua epoca e di molti degli intellettuali della sua epoca. Nella galleria Durand-Ruel, Peladan organizzò un importante evento artistico della vita parigina, il Salon des Rose+Croix. Nel 1893, dal 38 marzo al 30 aprile, vi si tennero numerose tenute artistiche e che fu visitato da 23.000 persone. Il Salon fu ripetuto anche nel 1897.