Il mio ricordo: visitando il suo Studio Atelier, sulla Persicetana, un Complesso Monumentale in uno stato di apparente abbandono circondato da una selva incolta, con un fascino medievale e fiabesco, giochi di luci ed ombre…che non dimenticherò mai… stava scolpendo un busto di donna, steso sul tavolone di assi enorme, intento a fare l’ombelico di questa figura e mi chiese se volessi posare solo per quel particolare….e io accettai molto volentieri…quasi 30 anni fa…bel ricordo indelebile
In comune il ricordo della bugadari di mia nonna, dove stavo ore, con la bisnonna intenta a lavare e cucinare con la cucina a legna…
Laboratorio di Etica – VIII Edizione – MAST Bologna Parteciperò al mio ottavo laboratorio, vedi altri post sul mio blog 🎙️ LABORATORIO DI ETICA – VIII EDIZIONEIL NEGATIVO E LE SUE FORMEdi e con @vito.mancuso… Altro
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Le Guerre e la Pace – Biennale di Venezia Le guerre e la paceSi comincia con Le guerre e la pace, un incontro dedicato al tema del conflitto nel pensiero europeo. Giovedì 6 novembre alle… Altro
Il tema di quest’anno è la crisi della democrazia, fra minacce, contraddizioni e strade per una rigenerazione. Nel nuovo mondo multipolare che sta emergendo, la democrazia è sfidata da altri modelli, che rivendicano di essere più efficaci e incisivi di fronte alle sfide globali: guerra e tensioni internazionali, cambiamento climatico, crisi energetica, migrazioni, effetti delle nuove tecnologie, allargamento delle disuguaglianze. È davvero così? O forse la stessa fragilità, complessità e pluralità dei sistemi democratici può configurare una nuova efficacia nel resistere agli shock e nell’individuare soluzioni di lungo periodo? Ma allora, come si può agire per rafforzare le democrazie e superare la loro crisi? Quali spiragli concreti per rinnovare le istituzioni, l’economia e il welfare e ripensare le nostre società?
📍 ECCO IL PROGRAMMA DEL FESTIVAL DI PANDORA RIVISTA!
Dal 5 al 16 ottobre 2022 torna a Bologna il Festival Dialoghi di Pandora Rivista. La lista degli ospiti e il programma degli eventi si possono consultare sul sito. Segui 👉🏻https://www.pandorarivista.it/festival/
ALMA MATER STUDIORUM E ARCHIVIO DI STATO “La scuola di Bologna si compose per movimento proprio, sorse e grandeggiò privata”. Con queste parole Carducci celebrò la nascita dell’Alma Mater Studiorum, durante i festeggiamenti del suo… Altro
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Noi siamo un colloquio La relazione con gli altri Eugenio Borgna, il fiume della vita Fenomenologia Noi siamo un colloquio, diceva Hölderlin. Per Eugenio Borgna, rivolgere lo sguardo alle illusioni, ai sogni, alle attese e… Altro
Palazzo Albergati – Bologna Jago, Banksy, TvBoy e altre storie controcorrente Jago, Banksy e TvBoy hanno sovvertito le regole dell’arte, rifiutando di entrare a far parte di un sistema imbrigliato ed escludente; sono tre artisti… Altro
Le cappelle medicee costituiscono dal 1869 un museo statale, ma la loro storia è strettamente legata a quella della Chiesa di San Lorenzo, a cui appartengono.
Il museo è costituito dalla Sagrestia Nuova, disegnata e concepita nel suo arredo scultoreo da Michelangelo, dalla Cappella dei Principi, monumentale mausoleo in pietre dure, dalla Cripta, dove sono sepolti i Granduchi Medici e i loro familiari, e dalla Cripta lorenese, che accoglie, oltre alle spoglie della famiglia dei Lorena, il monumento funebre a Cosimo il vecchio “Pater Patriae” .
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Il Laboratorio di Etica di Vito Mancuso nasce dal bisogno oggi più che mai attuale di comprendere la realtà nella quale viviamo.
Dopo Le Virtù nel 2019, I Maestri Spirituali nel 2020, La Pandemia nel 2021, torna a Bologna negli spazi dell’Auditorium della Fondazione MAST con un ciclo di quattro lezioni che non poteva non essere dedicato al tema che incombe sulle nostre menti, lacera le nostre coscienze e spaventa i nostri cuori: la realtà della guerra e la speranza della pace.
“Credo che mai come a questo riguardo sia appropriato parlare di laboratorio, visto che nessuno, nella misura in cui sia dotato di adeguata conoscenza della realtà e di onestà intellettuale, si ritrova oggi ad avere certezze granitiche su come interpretare la tragedia e ricette sicure su come uscirne. Una cosa però possiamo farla: capire.
Capire come mai il fenomeno guerra accompagna “da sempre” l’avventura umana; capire la lezione su guerra e pace dell’antica saggezza cinese per provare a pensare la realtà con una mentalità così diversa dalla nostra; capire cosa succede all’etica quando si confronta con la geopolitica e l’economia. E poi tirare le fila, non certo con la pretesa di trovare la chiave universale, ma almeno per cercare di mettere un po’ di ordine dentro di noi e ricevere quel severo conforto che proviene dalla luce della conoscenza.”
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Le vie della parola è la rassegna promossa da CUBO Unipolin collaborazione con ilSettore Bibliotechecomunali e con Società editrice il Mulinonell’ambito del Patto per la Lettura di Bologna dedicata ai libri, a lettorə e a tuttə coloro che sono in cerca di strumenti per trovare nuove chiavi di lettura del presente che ci raccontino il nostro tempo in modo originale.
L’intento della quarta edizione è intraprendere un viaggio, non solo letterario, lungo la via percorsa da quattro parole chiave che mettono in luce aspetti del passato e del presente che ci consentono di tracciare una linea verso il futuro che vogliamo disegnare Quattro incontri su quattro parole da scomporre e ricomporre, usate, abusate, trendy, che appaiono, scompaiono, parole chiave, parole passepartout. Quattro occasioni per approfondire, raccontare, conoscere, riconoscere.
Ragione
Il 55°Rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese evidenzia come le tante aspettative tradite nell’ultimo periodo di crisi sanitaria, economica e sociale abbiano generato il sonno della ragione, provocato una fuga nel pensiero magico e alimentato il negazionismo storico e scientifico.
L’irrazionale ha infiltrato il tessuto sociale trovando spazio nel discorso pubblico, scalando classifiche di vendita dei libri, occupando le prime serate televisive. Le scienze sociali raccolgono la sfida di risvegliare la Ragione applicando modelli matematici e statistici alle questioni che questa modernità ci impone.
L’aggettivo “iconico” – dal greco eikon, immagine – è sempre più utilizzato e ha finito per invadere ogni campo della lingua; ormai persino la parola “iconico” è divenuta iconica, un termine “di moda” per etichettare l’oggetto che si vuole indicare come rappresentativo di un insieme più ampio: un periodo, una cultura, luogo o corrente ma spesso banalizzando e semplificando.
In quella che viene definita “l’età dell’immagine” occorre invece riconoscere e riscoprire proprio la complessità degli elementi che emerge dalla lettura di un’immagine.
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Lucio Caracciolo, direttore della rivista di geopolitica Limes, presenta il numero di marzo con Federico Petroni, consigliere di redazione e analista geopolitico e Mariangela Pira di Sky TG24. Introduce Fabrizio Talotta, presidente Associazione Geopolis.
Il libro 📓 ‘Limes’ è la principale rivista italiana di geopolitica e l’ultimo numero cerca di capire e approfondire le cause e le ragioni della guerra tra Russia e Ucraina. Perché Putin ha aggredito l’Ucraina, lo spazio russo diventerà un buco nero?, la guerra ridisegna la carta d’Eurasia: sono le domande a cui si cerca di dare risposta. “Le repubbliche del Donbas”, “Zelens’kyj e il peso degli oligarchi”, “L’espansione della Russia dalla Siria al Libano” i titoli di alcuni articoli presenti e di cui si parlerà in questo appuntamento.
L’incontro è realizzato in collaborazione con Associazione Geopolis, Gruppo editoriale Gedi e laFeltrinelli Librerie.
“l’uomo esiste in quanto si relaziona con gli altri” Emmanuel Lévinas “L’Altro uomo non mi è indifferente, l’Altro uomo mi concerne, mi riguarda nei due sensi della parola “riguardare”. In francese si dice che “mi… Altro
“La porta che non chiede” Quello che sotto nasconde un campanello elaborato da me in chiave simbolica, con gli elementi delle piume e del nido a me da sempre congeniali…. Che meraviglia 🌿🪶 Hai trasformato… Altro
“Anish Kapoor. Untrue Unreal” La grande mostra di Kapoor a Palazzo StrozziIl percorso espositivo di Anish Kapoor. Untrue Unreal, aperto fino al 4 febbraio 2024, condurrà i visitatori attraverso opere storiche e recenti produzioni, invitando… Altro
Guarda “Carmelo Bene chiama Benigni – Lectura Dantis” su YouTube Archivio fotografico Paolo Ferrari Autobus 37 Trentasette anni dopo, il #bus n.37 domani torna in Stazione: #Tper trasporterà lo storico autobus in Piazza Medaglie d’Oro… Altro
Presentazione del libro di Giancarlo Gaeta, Leggere Simone Weil (Quodlibet, 2018). Intervengono con l’autore Guglielmo Forni Rosa, Maria Concetta Sala e Matteo Marchesini. Guida la conversazione Bruna Gambarelli. Curatore di gran parte delle edizioni italiane degli scritti di Simone Weil a cominciare dall’edizione integrale… Altro
Didi-Huberman ha, da sempre, tenuto insieme la questione estetica dell’immagine, cioè la sua qualità sensibile e legata a una fruizione dei sensi, con il valore epistemico di ogni apparato iconografico o iconologico. Se l’immagine ci riguarda è perché ci permette di entrare in relazione con la realtà; perché istituisce rapporti di forza o di debolezza con la verità del mondo. L’immagine è, in qualche modo, sintomo della vitalità nascosta del reale, del corpo sommerso della realtà. Studiare le immagini è un modo per comprendere il mondo. Non la totalità del mondo, non la Verità del mondo. L’immagine non dice mai tutta la verità.
In che termini l’attenzione per l’iconologia degli intervalli, per la vista d’insieme come modello cognitivo, va a scapito di un approccio analitico? Una questione di metodo ma anche di geopolitica della storia dell’arte. Dal punto di vista anglofono, la montagna di pubblicazioni sulla questione o lo statuto delle immagini tipica della Francia (e, per emanazione, dell’Italia) suscita diverse perplessità. La loro pratica della storia dell’arte è segnata, al contrario, da una spiccata matter-of-factness, da un’attenzione frenetica per la produzione artistica.
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